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Rcs Mediagroup, sì dei soci alla nuova governance

«Oggi è una giornata importantissima». Il presidente di Rcs Mediagroup Angelo Provasoli è appena uscito dall’assemblea degli azionisti che ieri ha approvato a maggioranza il bilancio, dato l’ok alla conversione delle azioni di risparmio in ordinarie e alle modifiche statutarie sul board che attribuiscono alle liste di minoranza un terzo dei componenti. «Esco da questa assemblea confortato» ha sottolineato Provasoli, il consiglio viene aperto alle minoranze, è stata semplificata la struttura dell’azionariato e aumenta in modo consistente il flottante. Rcs è sempre più una società di mercato. Questo fa bene a tutti gli azionisti». Sono prevedibili lotte fra liste? «Non credo. Le liste porteranno consiglieri di qualità». E sulla sua permanenza in carica fino al rinnovo del board il prossimo anno ha risposto «me lo auguro», smentendo così le voci su una sua uscita.
I punti all’ordine del giorno dell’assemblea erano numerosi e rilevanti. La partecipazione, che ha toccato nella fase iniziale il 67% del capitale, ha visto un’assenza significativa: quella di Diego Della Valle, che detiene circa il 9% e, in seguito all’ulteriore riduzione della quota da parte di Mediobanca, scesa all’8,75%, è diventato il secondo azionista del gruppo editoriale. Nel capitale è poi entrato il fondo Neptune investment con il 2,16%.
I singoli punti all’ordine del giorno, che hanno visto in particolare anche la conferma in consiglio di Attilio Guarneri e la nomina di Teresa Cremisi, proposta dal board in sostituzione di Carlo Pesenti, sono stati tutti approvati con larga maggioranza, con quote variabili di no (che hanno raggiunto la punta massima sul tema delle remunerazioni con il 16% circa) e astensioni. Urbano Cairo, azionista con il 3,6%, ha votato contro su bilancio, conversione delle risparmio e governance.
In apertura di assemblea l’amministratore delegato di Rcs Pietro Scott Jovane si è rivolto agli azionisti: «In assenza del vostro cruciale supporto la storia di questo gruppo avrebbe potuto subire uno stop, un brusco rallentamento». Ha quindi sottolineato che «la nostra missione è innalzare Rcs a leader del mondo digitale». Ai cronisti ha poi confermato che il gruppo realizzerà entro il 2014 dismissioni per altri 80-100 milioni. «Cederemo la parte tv in Spagna e altri asset». Nel «target» delle cessioni resta poi la quota in Finelco, società cui fanno capo radio come 105 e Monte Carlo.
Nel corso dei lavori un componente il comitato di redazione del Corriere della Sera ha sollecitato una risposta a proposito del «caos mediatico» intorno alla direzione di Ferruccio de Bortoli. Jovane ha detto che «il Corriere è sempre al centro dell’attenzione mediatica» ma su questa vicenda «c’è stato un particolare accanimento da parte di alcuni organi di informazione». E ha aggiunto: «La nomina e la revoca del direttore del Corriere sono di esclusiva competenza del consiglio, non solo del sottoscritto, e tale tema non è mai stato posto in discussione nell’ambito del cda». Infine, ai cronisti che gli hanno chiesto se de Bortoli abbia «già pronti gli scatoloni» e quindi si appresti a lasciare il giornale, Jovane ha risposto: «Non mi risulta».

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