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Rcs Mediagroup migliora i conti. Più tempo per il patto di sindacato

MILANO — Migliorano i conti di Rcs Mediagroup. Il consiglio presieduto da Angelo Provasoli ha approvato ieri mattina la semestrale chiusa con perdite ridotte da 427 a 125,4 milioni e il margine operativo tornato positivo per 10,9 milioni del secondo trimestre, mentre nel pomeriggio si è riunito il patto. I grandi soci del gruppo che pubblica il Corriere della Sera hanno fatto il punto post aumento di capitale da 410 milioni e rinviato dal 14 settembre al 31 ottobre le eventuali disdette dall’accordo parasociale che scade a metà marzo 2014.
Al termine dei lavori John Elkann, presidente di Fiat, primo socio con il 20,5%, ha detto che è stato conferito a Piergaetano Marchetti il mandato per consultare i soci all’interno del patto e che «dagli azionisti partecipanti all’accordo c’è disponibilità a parlare con gli altri soci interessati ad avere un dialogo». Ha poi sottolineato che «non c’è alcuna ragione per discutere o pensare a cambiamenti della direzione del Corriere ». E che «sicuramente i risultati mostrano che l’amministratore delegato» Pietro Scott Jovane «sta lavorando». Sulle proroga delle disdette il presidente della Fiat ha precisato che «il patto ha trovato un accordo a trovare un accordo, dunque a ragionare nei prossimi mesi e a studiare assieme la sua possibile evoluzione», perciò lo slittamento è stato concordato per «avere più tempo». «Tutti sono convinti sia importante garantire la stabilità perché Rcs possa portare avanti il piano di sviluppo».
Più tempo dunque, come ha sottolineato anche Giovanni Bazoli, presidente di Intesa Sanpaolo (socio con il 5,1%) «per favorire una migliore riflessione tra i pattisti, ma anche i rapporti con chi è fuori dal patto, per una svolta nella conduzione della società». E a tal proposito Bazoli ha aggiunto che Intesa «intende adoperarsi affinché Rcs si sviluppi secondo un piano condiviso e sia messa nella mani di soci industriali affidabili e attrezzati». «L’esperienza degli ultimi anni ha dimostrato che una proprietà condominiale non funziona: la società ha bisogno di essere guidata da una proprietà coesa. L’intervento di Fiat», che ha raddoppiato la propria quota, «è positivo perché proveniente da un azionista che è stato un perno del patto e può continuare ad assicurare la stabilità dell’assetto proprietario». Il banchiere ha ricordato che la ricapitalizzazione di Rcs è stata approvata con il contributo di Giuseppe Rotelli che, pur fuori patto, «votò a favore. Fu una delle sue ultime decisioni e credo gli si debba dar merito di aver salvato Rcs da un esito infausto ».
Nella nota di Rcs si legge che grazie all’aumento e al rifinanziamento del debito per 600 milioni sono «state superate le incertezze che potevano far sorgere dubbi sulla continuità aziendale». Grazie all’operazione, al termine della quale il flottante è pari al 20,7% (gli istituti del consorzio di garanzia hanno già ceduto, tranne Banca Imi, le azioni inoptate rilevate, pari al 3,4%) il patrimonio netto risulta pari a 415,7 milioni, con il capitale sociale che passa da 139,2 a 475,1 milioni. La posizione finanziaria netta, negativa per 956,7 milioni, si riduce a 560 milioni. Sull’indebitamento avranno poi un contributo positivo le cessioni di attività non core: a fine luglio sono stati ceduti il ramo d’azienda dei collezionabili a una nuova società di ex manager e del fondo Avm e a Prs un pacchetto di testate periodiche; per il 7 agosto è previsto il closing della vendita di Dada. Il consiglio ha deciso poi di proseguire le trattative sull’immobile di Via San Marco.
Riguardo ai conti del primo semestre 2013 i ricavi risultano in calo del 14% a 647,9 milioni, influenzati della contrazione del 21,5% di quelli pubblicitari. In crescita dal 9,3 all’11,3% il contributo digitale. Il margine operativo lordo semestrale è negativo per 28,6 milioni, ma nel secondo trimestre dell’anno è stato positivo per 10,9 milioni. Per la sola area quotidiani Italia ( Corriere e Gazzetta dello Sport ) il margine al 30 giugno è negativo per 19,7 milioni ma, escludendo oneri e proventi non ricorrenti, è positivo per 13,2 milioni. I ricavi dell’area sono in calo del 15% e per quelli pubblicitari in particolare la flessione è stata del 21,3%. La raccolta sui mezzi online raggiunge il 21,5% del fatturato pubblicitario mentre per quanto riguarda i ricavi diffusionali quelli digitali sono aumentati del 22,6%. Corriere e Gazzetta mantengono nella diffusione le posizioni di leadership con copie medie diffuse pari rispettivamente a 506 mila, in calo del 3%, e 278 mila (-5%), includendo le edizioni digitali che per i due quotidiani hanno superato nel semestre la quota complessiva di 134 mila abbonamenti attivi, con un balzo del 21%. Il sito del Corriere ha registrato un aumento del 12% degli utenti unici medi mentre per quanto riguarda le versioni mobile dei due siti in giugno il Corriere ha registrato 2,9 milioni di utenti unici, raddoppiati in 12 mesi, e per la Gazzetta l’aumento è stato del 63% a 1,8 milioni .

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