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Rcs, l’offerta di Bonomi e dei soci Proposta in contanti per il controllo

Il finanziere e imprenditore milanese Andrea Bonomi e quattro tra i principali azionisti di Rcs annunciano un’Opa in contanti a 0,70 euro per azione sul gruppo del «Corriere della Sera».

Una contro-offerta che arriva mentre è sotto esame della Consob il prospetto dell’offerta pubblica di scambio promossa su Rcs dall’editore Urbano Cairo.

Con l’operazione, Diego Della Valle, Mediobanca, Pirelli, UnipolSai condividono una proposta «trasparente e di mercato» avanzata dallo stesso Bonomi e «un progetto di rafforzamento e sviluppo» del gruppo Rcs. «I soci intendono sostenere e accelerare il processo di ristrutturazione avviato positivamente dall’attuale management — si legge in un comunicato diffuso ieri mattina — nonché creare un gruppo editoriale multimediale di portata internazionale, partendo dalle piattaforme di business esistente». E tra gli obiettivi viene esplicitato quello di «garantire e preservare il prestigio e l’indipendenza delle testate giornalistiche». Il Corriere della Sera, si aggiunge, «sarà la testata editoriale su cui verranno concentrate le risorse del gruppo nel settore news».

La compagine si è impegnata a sostenere la crescita con la sottoscrizione di eventuali aumenti di capitale fino a 150 milioni. I quattro azionisti possiedono complessivamente il 22,6% di Rcs, una quota che sarà apportata a una società di nuova costituzione (newco) creata con la International Acquisition Holding di Bonomi e della quale, quest’ultimo, avrà il 45%. Ai restanti quattro soci andrà il 55% suddiviso con quote paritetiche del 13,75%. La newco lancerà quindi l’offerta pubblica di acquisto volontaria sul 77,4% del capitale (con una soglia minima indicata al 66,7%). Le azioni Rcs Mediagroup non saranno ritirate dal mercato. L’impegno complessivo del finanziere è calcolato in 240-250 milioni, compresi gli investimenti successivi all’Opa.

Il prezzo per cassa di 0,70 euro, viene sottolineato nella nota, «incorpora un premio del 68,4% rispetto al corso di Borsa del 7 aprile, data antecedente l’annuncio dell’Ops promossa da Cairo Communication e del 17% rispetto a quello della chiusura di venerdì 13 maggio». L’8 aprile scorso Cairo ha annunciato l’offerta carta contro carta che valorizza Rcs 0,527 euro per azione. Un prezzo stigmatizzato come «significativamente a sconto» dal consiglio di Rcs che si riunirà nei prossimi giorni per valutare la proposta Bonomi.

In Piazza Affari il titolo viaggia sopra il prezzo dell’Ops e ieri ha chiuso sui livelli dell’Opa con un balzo del 16% a 0,695 euro, tra scambi per il 5% del capitale. «Non commento l’Opa di Bonomi, ma non posso dire di vedere differenze pazzesche», ha detto ieri Cairo, in margine al Salone del Libro. «L’offerta valuta l’azienda 360 milioni più un debito di 411 milioni. Si arriva a 771 milioni, alla fine l’incremento rispetto alla mia è del 10%». Con un laconico «ci ragioneremo» Cairo ha replicato, infine, a una domanda sul possibile rilancio dell’offerta presentata con il sostegno di Intesa Sanpaolo, attraverso Banca Imi che svolge il ruolo di advisor. Mentre Mediobanca assiste l’operazione promossa da Bonomi. Sul prospetto dell’Ops Cairo è atteso a fine mese il via libera della Consob che svolge da qualche settimana il monitoraggio sull’andamento dei titoli e sul flusso informativo.

Il mondo bancario valuta intanto le offerte. «Esamineremo il tutto e cercheremo di capire quale può essere la migliore offerta: mi sembra comunque che dovunque ci sia mercato, ci sia interesse per tutti», ha commentato Giuseppe Castagna, amministratore delegato di Bpm.

«A noi interessa che ciò che viene fatto intorno al gruppo vada nella direzione di un rafforzamento e che i soci siano stabili. Finanziari o industriali non ha molta importanza», ha commentato da parte sua l’amministratore delegato di Unicredit Federico Ghizzoni .

Paola Pica

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