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Rcs, la Borsa scommette su rilanci

Partita ieri l’Ops di Cairo e la finestra di 5 giorni per eventuali revisioni
La partita per il controllo di Rcs Mediagroup è solo all’inizio. Ne sembra convinto il mercato che, al termine della prima seduta utile per aderire all’Ops lanciata da Cairo Communication sul gruppo che edita il Corriere della Sera, ha dato un chiaro verdetto: nel giorno dell’avvio dell’operazione le azioni Cairo Communication hanno concluso la seduta a 4,25 euro segnando una flessione del 5,6%. Sulla base del rapporto di concambio che propone di scambiare ogni titolo Rcs con 0,12 azioni della sua società dell’editore piemontese, la valorizzazione del titolo Rcs scende a circa 0,51 euro, forse il valore più basso attribuito finora. Tanto più che proprio ieri, dopo un avvio incerto, la Borsa ha proseguito gli acquisti su Rcs, con il titolo che ha chiuso a 0,783 euro, in rialzo dell’1,36%. In pratica, chi scambia le azioni in Borsa riconosce al titolo del Corriere della Sera un premio del 47% circa rispetto alla valutazione di Cairo.
La Borsa, dunque, continua a scommettere su imminenti rilanci. Del resto l’offerta di Cairo, che si concluderà l’8 luglio e che ieri secondo la prima comunicazione di Borsa Italiana non ha registrato alcuna adesione, è partita contemporaneamente all’apertura di una finestra di cinque giorni che consentono all’editore di La7, azionista di Rcs con il 4,7%, di poter eventualmente modificare la sua offerta e alzare così la posta in gioco. Al momento, secondo quanto si apprende, l’unica modifica allo studio è rappresentata dall’allungamento del periodo di offerta, che dovrebbe essere così allineato a quella dell’Opa lanciata da International Media Holding che partirà il 20 giugno e si concluderà il 15 luglio. La newco composta da Investindustrial, Mediobanca, Diego Della Valle, Pirelli e UnipolSai, che propone invece 0,70 euro cash per ogni azione Rcs, ha ricevuto il nulla osta da Consob proprio venerdì scorso. Un’offerta cash che prevede anche un aumento di capitale fino a 150 milioni per eventuali acquisizioni, a differenza di quella di Cairo che punta a risparmi complessivi per circa 140 milioni di euro e non esclude una fusione fra Rcs e La7. Nel caso dell’Opa della cordata guidata da Investindustrial, il prezzo “cash” proposto è più generoso, ma resta comunque distante dai valori di Borsa e dalla valutazione media di Rcs calcolato dall’esperto indipendente Roberto Trinca, vale a dire lo 0,95 euro. Il rischio, dunque, è che in assenza di ritocchi le due operazioni possano non raccogliere a sufficienza.
La tempistica su eventuali mosse da parte della cordata di Investindustrial, al momento, prevede che in presenza di un rilancio dell’Ops concorrente, ci siano 5 giorni di tempo per una eventuale controproposta. Nello scenario in cui l’imprenditore piemontese lasciasse l’operazione invariata, invece, la cordata guidata da Bonomi avrebbe tempo per rivedere il prezzo dell’Opa fino a cinque giorni prima che si concluda l’Opa stessa. Tuttavia, si apprende, dato che non c’è un precedente, indiscrezioni riferiscono di un possibile intervento da parte di Consob sul tema. La Commissione, in pratica, potrebbe chiarire la tempistica di eventuali rilanci entro venerdì prossimo.

Marigia Mangano

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