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Rcs, i conti del trimestre Avanti con le cessioni

Ricavi consolidati nel primo trimestre pari a 285 milioni, con la crescita delle attività digitali che rappresentano oggi il 12% del business del gruppo; perdita del periodo che sale da 28 a 107,1 milioni anche per effetto degli oneri legati al processo di ristrutturazione recepiti in massima parte in questa prima parte dell’esercizio: ieri il consiglio di Rcs Mediagroup, editore del Corriere della Sera, ha approvato i conti al 31 marzo 2013 e ha informato il mercato sull’avanzamento di piano e cessioni non core: si ritiene che il processo di vendita possa concludersi per Dada entro il terzo trimestre ed entro fine anno per l’immobile di via San Marco, rispetto al quale sono attese offerte vincolanti in giugno. I conti di questa prima parte del 2013 sono significativi: il caricamento degli oneri non ricorrenti legati al recupero di efficienza e ai costi della «svolta», fa sì prevedere che l’esercizio 2013 di Rcs si chiuda in perdita ma anche che il «rosso» possa non discostarsi molto da quello trimestrale. Inoltre, si legge nel comunicato diffuso al termine dei lavori, l’indebitamento salito nei primi tre mesi da 845,8 a 902 milioni per cause «legate alla stagionalità e ai processi di ristrutturazione», è stimato «in decremento» a fine anno «in seguito ad aumento di capitale e cessioni». L’appuntamento con la ricapitalizzazione è per il 30 maggio, quando si terrà l’assemblea. Il board presieduto da Angelo Provasoli segnala di nuovo «significative incertezze» sulla sottoscrizione dell’aumento di 400 milioni, e che «si prevede che il contratto di garanzia con le banche del consorzio possa essere stipulato solo in prossimità dell’avvio dell’operazione» previsto in giugno. Tuttavia, nonostante le «rilevanti incertezze» «che possono far sorgere dubbi sulla capacità del gruppo di continuare a operare sulla base del presupposto della continuità aziendale», gli amministratori «ritengono ragionevole l’aspettativa che il gruppo possa disporre di adeguate risorse per continuare l’esistenza operativa in un prevedibile futuro e hanno adottato il presupposto della continuità aziendale per la redazione del bilancio intermedio al 31 marzo 2013». Sul business plan messo a punto dall’amministratore delegato Pietro Scott Jovane, rispetto al quale «sono in corso lavori su 90 progetti di sviluppo e focalizzazione», 30 dei quali in ambito editoriale, nel comunicato si legge (in un’integrazione su richiesta Consob) che una primaria società di consulenza ha concluso che «nulla fa ritenere» sia «basato su ipotesi irragiovevoli» e che le «elaborazioni contengano errori». A questo proposito, dato l’obiettivo di trasformare Rcs in una multimedia company, nella nota del gruppo si sottolinea che per quanto riguarda l’area Quotidiani Italia, dove Corriere e Gazzetta dello Sport confermano le leadership diffusionali, la raccolta pubblicitaria sui mezzi on line è in costante crescita e raggiunge il 22,8% di quella totale dell’area e i ricavi editoriali digitali registrano un aumento del 26,2%. Sempre sul piano il consulente sottolinea che «il management ha avviato iniziative di contenimento costi chiaramente identificate» con «meccanismi di monitoraggio e responsabilizzazione». Sulle cessioni ieri sono state rese note le tempistiche previste per Dada e l’immobile di via San Marco. Per le testate periodiche si conferma che le offerte in blocco «non sono state ritenute convenienti» e che sono state avviate trattative con il cdr Periodici sulla «chiusura delle testate non core», le cui pubblicazioni saranno sospese al 30 giugno «fatta salva la cessione di singoli rami d’azienda» o raggruppamenti «per i quali sono in corso contatti con potenziali acquirenti».
Infine, sul rifinanziamento per 575 milioni del debito in scadenza, viene comunicato che il costo medio (nel primo trimestre inferiore all’1%) è atteso si attesti inizialmente sul 6,30%, tasso che potrebbe scendere al 5,70% con la riduzione degli spread, il miglioramento del rapporto fra debito e margine operativo e il calo di una delle tre linee in cui è suddiviso il finanziamento. Secondo l’advisor Credit Suisse il costo medio è «inferiore» rispetto a quello applicato alla media di un campione di società con rating confrontabile a quello implicito Rcs, onere situato sul 7,2%.

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