Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Rcs giù in Borsa: si teme una pioggia di vendite Exor: cessioni frazionate

MILANO.
Il giorno dopo l’annuncio dell’accordo per la fusione tra Gruppo Espresso e Itedi e della quasi contestuale uscita futura della Fca dal capitale della Rcs Mediagroup, spetta alla Borsa dare il primo verdetto sulle due operazioni. Il titolo del gruppo che controlla il Corriere della Sera e la Gazzetta dello Sport ha chiuso la seduta di Borsa in calo del 7,8% a 0,56 euro. A pesare, soprattutto il rischio che i soci di Fca, cui verranno girate le azioni del gruppo editoriale, andranno a riversarle sul mercato. Ma dopo una partenza in forte rialzo, in Piazza Affari ha chiuso in calo anche il gruppo L’Espresso, che segna un ribasso finale del 2,2%, mentre Fca ha chiuso in rialzo del 2% ed Exor in perfetta parità rispetto alla chiusura della vigilia. Dalla holding della famiglia Agnelli è arrivata poi una puntualizzazione rispetto alla vendita di quel 5% di azioni Rcs che riceverà dalla Fca: «La quota sarà ceduta in modo frazionato sul mercato, in base a prassi coscienziose e senza arrecare danno alla società. Escludiamo di vendere a un singolo soggetto», ha detto il portavoce di Exor. Ma l’uscita della Fiat dal capitale della casa editrice dopo quarant’anni, e con un comunicato stampa che faceva riferimento a tre salvataggi compiuti in questo lungo periodo, ha provocato la reazione dei giornalisti del Corriere della Sera. «Non sono sempre i migliori quelli che se ne vanno – esordisce il comunicato diffuso dal Comitato di redazione che esprime forte sconcerto e indignazione per la nota con la quale Fca ha annunciato il disimpegno -. E’ paradossale il riferimento “al senso di responsabilità” sbandierato da Fca che si vanta di aver “salvato in tre diverse occasioni” il gruppo Rcs assicurando “risorse finanziarie necessarie”». Con gli Agnelli azionisti, infatti, e con Pietro Scott Jovane alla guida indicato da Fca, la società, secondo il Cdr è «stata progressivamente e pesantemente impoverita con scelte industriali disastrose. Invece di essere ricapitalizzata è stata spolpata».
Il disimpegno del gruppo automobilistico guidato da Sergio Marchionne, sebbene nell’aria da qualche mese, ha comunque preso in contropiede non solo i giornalisti ma anche gli altri azionisti della Rcs. E ciò spiega come mai alcuni di loro hanno ritenuto necessario manifestare l’intenzione di restare soci del gruppo editoriale. Spiega Carlo Cimbri, ad di UnipolSai che ha in portafoglio il 4,5% di Rcs: «Non ho mai detto che vogliamo vendere. C’è uno scenario nuovo e dobbiamo valutarlo, gli azionisti di buon senso devono avere come priorità la stabilità e dobbiamo tutelare il nostro investimento dall’instabilità ». Da Mediobanca, titolare di un altro 6,2%, il messaggio è più o meno lo stesso anche se viene confermata la volontà di uscire dall’azionariato quando i prezzi di Borsa permetteranno di non registrare una minusvalenza. Nessun commento, invece, dagli altri azionisti forti, e in particolare da Diego Della Valle il quale, dopo anni di contrapposizione diretta alla famiglia Agnelli e a Marchionne, improvvisamente si ritrova primo azionista di Rcs con il 7,4%. Ma neanche Urbano Cairo, unico editore nella lista degli azionisti con il 4,6%, ha voluto commentare a caldo la mossa di Fca. Solo nelle prossime settimane si potrà capire quale potrà essere un nuovo assetto di controllo di Rcs ma comunque già ieri sono arrivate le smentite di coloro che nei giorni scorsi erano stati indicati come possibili cavalieri bianchi, tra cui la famiglia Rocca e la De Agostini. Come anche l’ipotesi di un’avvicinamento tra Corriere e Sole 24 Ore.

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

«La priorità oggi è la definizione di un piano concreto e coraggioso per fruire dei fondi dedicat...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Sempre più al centro degli interessi della politica, ora la Banca Popolare di Bari finisce uf...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Il post-Covid come uno spartiacque. Le aspettative dei 340 investitori che hanno partecipato alla di...

Oggi sulla stampa