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Rcs, Geronzi contro Della Valle “No a proposte piovute dal cielo”

di Giuliano Balestreri

 

MILANO – La replica di Cesare Geronzi a Diego Della Valle arriva forte e chiara delle colonne del Financial Times. «Non prenderò in considerazione alcuna proposta piovuta dal cielo» ha detto senza mezzi termini il banchiere di Marino parlando per la prima volta della recente richiesta di Della Valle di cedere alcune partecipazioni del Leone. A cominciare da quel 3,7% in Rcs Mediagroup che si è trasformato in casus belli.
Insomma Geronzi rivendica per sè un ruolo di primo piano nella gestione della compagnia triestina. Pur senza avere alcuna delega operativa, a cominciare da quella sulle partecipate, il presidente del Leone non ha intenzione di farsi chiudere all´angolo da nessuno.
E per spiegare a tutti la sua presa di posizione non poteva scegliere giorno migliore di quello che lo metterà, questa mattina, di nuovo di fronte al patron di Tod´s durante la riunione del patto di sindacato di Rcs. Negli ultimi giorni, infatti, Della Valle aveva chiesto prima a Generali di razionalizzare le proprie partecipazioni, poi ha ammesso il suo interesse per via Solferino «perché il gruppo ha un enorme potenziale» spiegando che se gli fosse permesso sarebbe pronto «a salire molto nel capitale del gruppo». Una dichiarazione che probabilmente Geronzi non ha gradito, così come non ha gradito la definizione di «arzillo vecchietto» e le critiche alla sua gestione. Lui, per di più, presidente senza deleghe che invece di deleghe ne vorrebbe. E così il sito internet del Finacial Times anticipando l´intervista di oggi, ha dato il via a quella che si annuncia come una vera guerra di posizione. Anche perché Geronzi non ha alcuna intenzione di farsi da parte. E, anzi, parlando con il quotidiano inglese ha descritto un piano di crescita ambizioso per il gruppo. Un progetto che passa per un´intensificazione delle partecipazioni finanziarie italiane e per nuovi investimenti all´estero. Incominciando dal Sud America.
La compagnia triestina potrebbe quindi «prendere in considerazione la possibilità di investire ulteriormente nelle banche italiane», soprattutto se avessero bisogno di aumentare il proprio capitale, come previsto per l´attuazione dei requisiti di Basilea 3. Geronzi non esclude neppure l´opportunità per un´espansione delle attività di asset management di Banca Generali, «considerando che in Italia il risparmio privato è tra i più alti in Italia».
Geronzi ha comunque ribadito che la società non assumerà il ruolo di potenziale consolidatore nel sistema economico italiano sfruttando la sua rete di partecipazioni incrociate che già oggi garantiscono alla compagnia triestina una rappresentanza nei consigli di amministrazione di Intesa Sanpaolo, Rcs Mediagroup e Telecom Italia. Il banchiere ha poi escluso categoricamente fusioni fra grandi istituti finanziari a partire da quella tra Mediobanca e Generali, operazione definita «fuori questione» così come quella tra Piazzetta Cuccia e Unicredit.
Per il capitolo estero, il presidente ha quindi dichiarato: «Il nostro obiettivo fondamentale è quello di investire in Sud America, insieme ad altre opportunità che stiamo valutando».

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