Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Rcs, il fondo Fortress sale sopra il 3%

Exor azzera la sua quota in Rcs e nell’azionariato della casa che edita il Corriere della Sera spunta un nuovo azionista “rilevante”. Il fondo Usa Fortress ha comunicato infatti alla Consob di essere salito al 3,066% di Rcs superando la soglia rilevante del 2% il 1° giugno. Il fondo avrebbe potuto avvalersi della facoltà di restare sottotraccia fino alla soglia del 5%, ma non l’ha fatto. Il 1° giugno il titolo aveva chiuso a 0,7645 euro, non il massimo di periodo – segnato il giorno successivo a 0,785 euro – ma comunque ben oltre il prezzo delle due offerte in campo. Al concambio di 0,12 azioni di Cairo Communication (che ieri ha chiuso la seduta a 0,4698 euro, in flessione dell’1,51%), l’Ops che parte lunedì prossimo, alle ultime quotazioni, valorizza il titolo Rcs 0,5637 euro. L’Opa preannunciata da Andrea Bonomi insieme con Diego Della Valle, Mediobanca, UnipolSai e Pirelli – che domani dovrebbe ottenere il nullaosta Consob alla pubblicazione del prospetto – offre invece 0,70 euro in contanti.
Evidentemente il fondo Usa è tra quelli che scommettono su un rilancio. Rcs ieri in Borsa è tornata a salire, con un rialzo finale del 2,39% a 0,77 euro. In teoria, finchè non è pubblicato il prospetto, il prezzo sarebbe ancora modificabile. Non è detto che la cordata Bonomi spenda questa opzione già in fase preliminare. Entro cinque giorni di mercato aperto dopo la pubblicazione dell’offerta concorrente, Cairo avrebbe la facoltà di rilanciare. Se lo facesse migliorando il concambio dovrebbe passare nuovamente da un’assemblea, con esito peraltro scontato visto che Urbano Cairo controlla più del 72% del capitale della sua società.
Nel caso in cui Cairo decidesse di non rilanciare, secondo una scuola di pensiero Bonomi non potrebbe più ritoccare la sua offerta. Tesi quest’ultima che non è condivisa dai legali della cordata dell’Opa, secondo i quali, trattandosi di un’offerta volontaria, è invece sempre possibile rilanciare fino a cinque giorni prima del termine dell’offerta. Non potrebbe invece rilanciare Cairo, se non approfittasse della finestra dei primi cinque giorni o se non rilanciasse successivamente Bonomi. Le modalità sono disciplinate dall’articolo 44 del regolamento emittenti Consob, che prevede anche l’allineamento della scadenza della prima offerta (l’Ops Cairo ha fissato come termine l’8 luglio) a quella dell’offerta concorrente, salvo che il primo offerente vi rinunci, nel qual caso non potrebbe rilanciare e la partita per lui si chiuderebbe lì.
Oggi si riunisce il consiglio di Rcs per la fairness opinion sull’Ops Cairo. Anche se le argomentazioni saranno diffuse domani, il board, a una prima reazione, aveva posto le basi per dichiarare l’offerta “non amichevole”, osservando che non è stata concordata e che il prezzo è a sconto. Passaggio formale, ma con un valore legale, perchè poi più volte Urbano Cairo aveva negato intenti ostili invitando anche gli altri soci rilevanti a restare in Rcs. Benchè non siano mancate dichiarazioni di “amicizia” (Della Valle), il 22,6% del capitale si è schierato con Bonomi per la contro-Opa.

Antonella Olivieri

Print Friendly, PDF & Email

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Parla il managing partner dello Studio Chiomenti: "Il numero di operazioni è in forte aumento già...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Rischio paralisi. Perché quel che accade a Berlino si riflette direttamente a Bruxelles. Il probab...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

I sindacati ripartono dalla lettera del primo settembre. Quella inviata al premier Draghi in cui i ...

Oggi sulla stampa