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Rcs, Fiat e Della Valle non salgono

Né la Fiat né Diego Della Valle sono scesi in campo ieri per acquistare altri diritti di opzione dell’aumento di capitale Rcs. L’asta che si è svolta di prima mattina ha visto aggiudicati soltanto 1,074 milioni di diritti su un totale offerto di 16,239 milioni, cioè il 6,6%. E la delusione del mercato rispetto alle aspettative si è riflessa sull’andamento del titolo Rcs in Borsa che a fine seduta è scivolato del 3,66%. A ruba sono andati invece i diritti per le azioni di risparmio visto lo scostamento positivo tra il prezzo di sottoscrizione delle nuove azioni e il valore di mercato. I diritti delle ordinarie rimasti invenduti verranno invece offerti ancora per quattro sedute di Borsa, fino a martedì prossimo, e se non verranno collocati saranno assorbiti dalle banche che hanno predisposto il consorzio di garanzia.
Dunque al momento non si registrano variazioni nell’azionariato, con la Fiat che salirà al 20,135% e Della Valle che ha sottoscritto la sua quota di competenza confermando l’8,81%. In serata è arrivato anche il comunicato della casa automobilistica di Torino richiesto dalla Consob per spiegare le ragioni della strategicità della partecipazione in Rcs. «Fiat ritiene di aver fatto sempre con rigore, disciplina e trasparenza la propria parte, quale uno degli azionisti di rilievo, nel contribuire alla stabilità finanziaria di questa importante società italiana quotata», recita il comunicato della società guidata da Sergio Marchionne. Inoltre Fiat ricorda che «partecipa in misura significativa al capitale di Rcs sin dal 1984 ed ha sempre considerato strategica questa partecipazione, dimostrandolo con i fatti e dichiarandolo apertamente».
Nessuna comunicazione ufficiale, invece, per quel 6-7% del capitale post aumento che non risulta “mappato” tra gli attuali azionisti e che fonti attendibili indicavano parcheggiato presso la Spafid, fiduciaria controllata da Mediobanca. La mancanza di comunicazione potrebbe essere dovuta a un frazionamento su diversi soggetti che non superano il 2% singolarmente o a fondi internazionali che si avvalgono della normativa europea che obbliga la comunicazione solo oltre il 5%.
Intanto oggi si riunirà il cda per fare il punto sul piano industriale dopo che ieri l’assemblea dei giornalisti della Rcs Periodici ha approvato la cessione al gruppo Prs di alcune delle testate coinvolte nel piano dell’ad Pietro Scott Jovane. «Vediamo l’esito dell’aumento di capitale, che non è stato ancora perfezionato, e poi vediamo che cosa è necessario fare», ha detto Enrico Cucchiani, ad di Intesa Sanpaolo. L’appuntamento è a fine mese quando dovrebbe tenersi una riunione del patto di sindacato che alcuni soci starebbero cercando di estendere anche agli azionisti fuori dall’accordo, Della Valle in primis.
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