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Rcs, duello Elkann-Della Valle solo dopo l’aumento di capitale

MILANO — «La maggioranza degli azionisti, direi tutti salvo uno, hanno di fatto appoggiato il piano finanziario in assemblea», ha affermato John Elkann, presidente di Fiat, tra i grandi azionisti del gruppo editoriale, con implicito riferimento alla posizione critica di Diego Della Valle. «Sono molto fiducioso sul futuro di Rcs — ha detto a margine di un incontro alla Bocconi — ed è la ragione per cui abbiamo sottoscritto l’aumento di capitale e abbiamo deciso di fare di più».
Il duello a distanza tra il giovane Elkann e il fondatore della Tod’s per conquistare una posizione di primo piano nel governo della casa editrice milanese, dunque, continua. E rischia di non concludersi neanche la settimana prossima quando scadranno i termini per l’asta in borsa dei diritti inoptati dell’aumento di capitale da 400 milioni. Della Valle ha fatto sapere informalmente che intende “proteggere” il proprio investimento nella Rcs. Ciò significa che, nonostante il voto contrario in assemblea, è pronto a versare circa 35 milioni per non veder diluita la sua quota oggi pari all’8,7% del capitale. Ma per il momento non intende fare di più. Almeno fino a quando i soci più influenti non si siederanno intorno a un tavolo e stabiliranno a chi spetta prendere in mano il pallino della gestione. Secondo Elkann, l’attuale ad Pietro Scott Jovane sta facendo bene e non vi è alcun bisogno di cambiare. «Diamo credito al lavoro fatto in questo anno, oggi la situazione in Rcs rispetto a un anno fa è notevolmente migliorata», ha ricordato ieri il presidente Fiat a proposito dell’operato di Scott Jovane. E sulla revisione del piano Rcs, Elkann ha risposto: «Oggi abbiamo un percorso che sta dando frutti positivi, abbiamo compattezza e omogeneità dell’assetto proprietario e l’ambizione di far sì che Rcs sia una grande società editoriale italiana».
Dal canto suo Della Valle chiede non solo lo scioglimento del patto di sindacato ma anche una sostanziale revisione del piano e un cambio del management, ritenuto inadeguato per una fase così difficile. Aperture in questo senso sono arrivate nei giorni scorsi da Alberto Nagel, ad di Mediobanca, che ha dato il benvenuto a chi volesse investire soldi propri nella casa editrice. Ma finché non vi sarà un chiarimento sulla strategia post aumento di capitale è difficile che Della Valle accolga l’invito. La strada più probabile è che le banche del consorzio di garanzia si accollino l’inoptato che risulterà alla data del 5 luglio, e che poi, dal giorno 6, comincino una serie di incontri tra gli azionisti principali volti proprio a definire il percorso da lì in avanti. Se prevarrà la linea Elkann con la conferma dell’attuale piano e squadra, Della Valle rimarrà all’8,7% e le banche cercheranno di smaltire al meglio l’inoptato. Se invece vincerà la linea Della Valle questi rileverà i diritti inoptati dalle banche diventando il primo azionista singolo e candidandosi a esprimere un diverso management con un nuovo piano industriale. Sempre che in quest’ultima settimana qualcuno non raccolga la marea di opzioni che stanno affluendo sul mercato dagli azionisti che sicuramente non seguiranno l’aumento, cioè Rotelli, Benetton, Generali, Merloni. Alla finestra c’è anche Andrea Bonomi con il suo fondo Investindustrial ma nei giorni scorsi ha fatto sapere di
voler aspettare il 6 luglio.

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