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Rcs dimezza le perdite, ricavi in calo

La raccolta pubblicitaria di maggio e giugno è prevista in crescita per Rcs in Italia. Ma non è il segnale di un’inversione di tendenza. Rispondendo alle domande degli analisti nella conference call sulla trimestrale, è stato lo stesso ad Pietro Scott Jovane a ricordare che il periodo è influenzato da eventi non ripetibili: l’edizione speciale del Corriere da 20 milioni di copie e un’iniziativa analoga in cantiere per la Gazzetta in vista dei mondiali di calcio.
Per il resto il primo trimestre si è concluso con risultati in miglioramento, ma comunque ancora negativi. I ricavi netti consolidati sono diminuiti del 7,8%, passando da 285,2 a 262,9 milioni: i ricavi da attività digitale sono saliti a 35,3 milioni, pari al 13,4% del totale. I ricavi pubblicitari, in particolare, sono scesi da 108 a 101,1 milioni, riflettendo anche l’effetto del disimpegno dalle attività di concessionaria su mezzi esteri, escludendo i quali il calo sarebbe stato di 3,4 milioni, principalmente attribuibile ai media Italia.
L’Ebitda prima delle poste non ricorrenti è migliorato dai -39,3 milioni del primo trimestre 2013 a -29 milioni. Post oneri e proventi non ricorrenti il dato contabile è negativo per 45,9 milioni e si confronta con i -114,8 milioni dello stesso periodo precedente. La perdita netta si riduce da 107,1 milioni a 53,9 milioni.
In crescita invece, come già anticipato, l’indebitamento finanziario netto, che passa dai 474,3 milioni di fine dicembre ai 520,8 milioni di fine marzo, scontando anche un effetto stagionale, pur in presenza di un flusso di cassa migliorato di 11 milioni. Il cfo Riccardo Taranto ha assicurato che la situazione è in linea con le attese e non preoccupa, ribadendo il rispetto dei target previsti a riguardo, mentre la prossima conversione delle azioni di risparmio – la fase di conversione volontaria partirà il 19 maggio per concludersi il 6 giugno – potrà apportare risorse fino a 60 milioni che non erano state inserite nelle previsioni del piano. Da segnalare l’aumento degli oneri finanziari a 10,2 milioni rispetto ai 6 milioni dell’anno prima, quando la posizione finanziaria netta era negativa per 902,4 milioni: effetto dei maggiori tassi d’interesse sul prestito delle banche che ha più che compensato l’abbattimento del debito seguito all’aumento di capitale.
Nel dettaglio l’area media Italia (accorpati quotidiani e periodici) registra ricavi in calo del 9,1% a 122,7 milioni: parità di perimetro, escludendo le testate periodiche o cessate nel 2013, la flessione sarebbe del 4,7%. A perimetro omogeneo, stanzialmente stabili i ricavi diffusionali a 69,6 milioni, mentre i ricavi pubblicitari si attestano a 47,5 milioni (-14,9%, -11,8% a pari perimetro). Nel trimestre la pubblicità del Corriere è in calo del 13,6% (-16% la parte cartacea, -4% l’online), quella della Gazzetta dell’8,6%.

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