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Rcs, Della Valle al bivio

Se si darà a Rcs una governance «moderna», se si scioglierà l’attuale patto di sindacato, se si modificherà il piano e alcuni termini dell’aumento di capitale, Diego Della Valle è pronto a fare la sua parte nell’ambito dell’aumento di capitale di Rcs. Altrimenti, lascia intendere, non sarà della partita.
Il patron della Tod’s rompe il silenzio sulla vicenda Rcs e in un comunicato diffuso ieri nel pomeriggio spiega la sua posizione dopo il blitz della Fiat di John Elkann, salita al 20% del capitale del gruppo editoriale.
Della Valle, dopo aver smentito qualsiasi incontro con Elkann in agenda, si dice «prontissimo» a fare la propria parte nell’ambito della ricapitalizzazione, sottoscrivendo la quota dell’8,7% di sua competenza. Ma chiede delle risposte certe agli attuali azionisti in tema di modifica del patto e del piano. «Se questa linea strategica troverà conferma, sono prontissimo a fare la mia parte» scrive Della Valle augurandosi poi che il blitz di Fiat non cambi le cose: «se quello che mi era stato rappresentato come possibile non risponde più alle intenzioni, magari semplicemente perchè qualcuno ha comperato un po’ di diritti di opzione, prenderò atto che manca la volontà di affrontare le criticità che ho a più riprese segnalato e che si intende perseguire una operazione che non ritengo nell’interesse di Rcs Mediagroup».
In tema di accordo parasociale, l’imprenditore ha spiegato che l’obiettivo sarebbe quello di dare al gruppo una governance moderna, sostituendo l’attuale patto «con alcuni azionisti pronti ad investire e avere quote simili tra di loro. Ora è tempo di decidere in modo chiaro e inequivocabile e per alcuni di noi è anche tempo di dimostrare se si vuole veramente che questo Paese cambi oppure se si vuole che tutto rimanga com’è e com’era» conclude la nota.
La parola passa ora ai grandi soci di Rcs, in prima fila la Fiat e le banche azioniste, Intesa Sanpaolo e Mediobanca. Se da parte del Lingotto, secondo fonti autorevoli, al momento ci sarebbe una chiusura verso l’imprenditore marchigiano, diverso per piazzetta Cuccia e Ca’ De Sass che sarebbe al lavoro per trovare una mediazione con la Fiat che allo stato attuale appare assai complessa. Tanto che domani dovrebbe esserci un faccia a faccia tra le banche e Della Valle. Elkann, lunedì scorso, ha fatto intendere che le priorità sono altre e a chi gli chiedeva di un possibile incontro con l’imprenditore marchigiano ha tagliato corto: «L’unico incontro di cui sono al corrente è quello che dovrebbe svolgersi a fine mese per il Patto di sindacato». Queste giornate saranno dunque decisive per capire se il patron di Tod’s sottoscriverà o si lascerà diluire nel capitale Rcs post ricapitalizzazione sotto il 3%.
Sullo sfondo resta la Borsa che continua a acquistare titoli del gruppo editoriale: dopo il boom del 25% della vigilia il titolo – fermato a lungo in asta di volatilità – è salito dell’8,09% a 1,87 euro tra scambi sostenuti, pari a 1,8 milioni di pezzi. L’operazione di aumento, intanto, è agli sgoccioli. Mittel ha comunicato ieri che ha sosttoscritto la sua quota dell’1,28% per un investimento complessivo di 5,2 milioni di euro. Ad esito dell’esercizio dei diritti di opzione, la società deterrà l’1,04% del capitale. Anche Italmobiliare ha sottoscritto parte della quota che scenderà dal 7,7% al 3% del capitale di Rcs MediaGroup fully diluted. Gli occhi ora sono puntati su venerdì prossimo, 5 luglio, giorno in cui si chiuderà l’esercizio dei diritti. Ed entro quella data Della Valle dovrà decidere se sottoscrivere l’aumento o meno. A stretto giro, probabilmente già lunedì, partirà l’asta in Borsa dell’inoptato (di norma 5 sedute). Il venerdì successivo si dovrebbe passare quindi alla sottoscrizione e al pagamento dell’inoptato.
Seguirà quindi la settimana in cui interverrà il consorzio di garanzia (15 luglio circa). È presumibile che entro la fine di quell’ottava il mercato possa avere un quadro chiaro dell’assetto azionario del gruppo di Via Solferino.

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