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Rcs, centrati gli obiettivi 2015 e nel 2016 sale la pubblicità

Rcs MediaGroup centra gli obiettivi 2015 e registra nel primo trimestre di quest’anno un amento della raccolta pubblicitaria superiore alle previsioni. L’avvio a fine gennaio del paywall e della nuova offerta digitale del «Corriere della Sera» «ha premiato l’impegno della redazione»: sono già oltre 30 mila i lettori abbonati. «Numero che pensavamo di raggiungere in un anno», ha sottolineato l’amministratore delegato Laura Cioli presentando i risultati agli analisti. La top manager ha poi confermato i target per il 2016, primo anno del piano: «Ricavi stabili, efficienze nette per 40-45 milioni, margine operativo lordo al 10% e risultato netto leggermente positivo».

Il consiglio del gruppo, presieduto da Maurizio Costa, ha dunque approvato ieri il bilancio 2015 che si è chiuso con ricavi in leggera riduzione (del 3% a 1,032 miliardi), il margine operativo lordo ante oneri non ricorrenti in aumento del 18,3% a 71,8 milioni, che significa un incremento della redditività al 7% del fatturato, e un indebitamento inferiore a 500 milioni (486,7). Il risultato netto è negativo per 175,7 milioni (contro i 110,8 del 2014) includendo anche la perdita delle attività destinate alla cessione e cedute (Rcs Libri) pari a 38,8 milioni contro i 20,9 di 12 mesi prima. «Corriere» e «Gazzetta dello Sport» confermano le posizioni di leadership diffusionale e i due siti raggiungono in totale 57,3 milioni di «browser» unici medi mensili non duplicati, in crescita del 25,2%. Sono più che raddoppiati gli utenti su mobile.

Il board ha adottato il «presupposto della continuità aziendale» poiché ritiene «ragionevole l’aspettativa che il gruppo possa disporre di adeguate risorse finanziarie» per continuare a operare, considerando il negoziato in corso con le banche, il prossimo introito dei proventi netti della cessione di Rcs Libri a Mondadori sulla base di un prezzo concordato di 127,5 milioni, il cui closing è previsto per aprile, e l’approvazione da parte dell’assemblea del dicembre 2015 della delega per un aumento di capitale fino a 200 milioni da esercitarsi entro il 30 giugno 2017.

Sulle trattative con le banche Laura Cioli ha detto di vedere «progressi»: «Spero che tutte le parti siano in grado di raggiungere un accordo il prima possibile». «Obiettivo era chiudere entro fine marzo», ma oggi «non posso indicare una data». «Certamente non possiamo accettare un legame automatico tra l’accordo sul rifinanziamento e l’aumento di capitale, è una prassi fuori dagli standard di mercato. In questo ho il pieno sostegno del board». L’amministratore delegato ha quindi indicato l’accordo con il «Manifesto» per la stampa sottolineando che è di impatto contenuto ma indica che ci sono «molte opportunità di razionalizzazione sul mercato».

Sergio Bocconi

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