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Rcs, Cairo al 3,7%: “Entro nel cda ma solo se qualcuno me lo chiede”

Urbano Cairo fa un altro passo in direzione della Rizzoli, la casa editrice da cui ha ricevuto le prime testate in concessione quando si è messo in proprio negli anni ‘90. Lo fa acquistando sul mercato altre azioni Rcs Mediagroup salendo dal 2,8% al 3,7% del capitale spendendo altri 6 milioni che si aggiungono ai 15 iniziali. E candidandosi indirettamente a entrare nel cda della casa editrice al posto di Carlo Pesenti, dimissionario da pochi mesi. «In Rcs sono un socio e nulla di più. Non ci ho pensato, se mi fosse proposto ci penserei, aprioristicamente è sbagliato dire di no», ha replicato Cairo a chi gli chiedeva se a fronte di un invito ad entrare nel board di Rcs avrebbe dato risposta positiva. Ma, precisa: «Non farò la fronda alla Fiat». Il rafforzamento nel capitale è stato tempestivo poiché proprio oggi è in calendario un cda di Rcs per definire ed individuare il profilo che potrebbe avere un eventuale nuovo consigliere in sostituzione di Pesenti. E l’assemblea dell’8 maggio potrebbe essere l’occasione per ratificare la scelta. Di certo il nome di Cairo dovrebbe essere sostenuto da Diego Della Valle che più volte l’ha indicato come possibile gestore della Rcs al posto di Pietro Scott Jovane, l’ad nominato due anni fa con il deciso supporto di John Elkann e della Fiat. «In Italia, a livello di periodici, credo siano poche le società che vanno bene — ha spiegato Cairo — . Noi in quel segmento abbiamo registrato un mol di 12,4 milioni. Molti stanno cedendo i periodici, altri li tengono malvolentieri, noi invece li stiamo lanciando. Invece di vendere ne lanceremo di nuovi». Tuttavia, proprio perché editore concorrente di Rcs, Cairo potrebbe incontrare qualche difficoltà a entrare nel cda di via Rizzoli. L’articolo 2390 del codice civile vieta specificatamente a un amministratore di società di diventare amministratore di una società concorrente, se non con l’autorizzazione dell’assemblea. E questo perché l’amministratore in conflitto può assumere informazioni sensibili su un concorrente da utilizzare a suo piacimento. Nel caso di Cairo Communication e Rcs la concorrenza si manifesta sia nel segmento dei periodici sia in quello della raccolta pubblicitaria. Dunque, nel caso fosse proposto il nome di Cairo, i soci dovranno essere unanimi nel sostenerlo dando il via libera in assemblea. «Nell’interesse del valore economico della nostra partecipazione in Rcs, per quel poco che possiamo sosterremo qualsiasi ipotesi volta a stabilizzare l’azionariato — ha detto l’ad di UnipolSai, Carlo Cimbri — Rcs è impegnata in un profondo programma di ristrutturazione e per realizzarlo il management ha bisogno di stabilitàdell’azionariato».

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