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Rcs, aumento a 1,235 euro con l’ok Consob

L’aumento di capitale di Rcs Mediagroup può finalmente partire ma restano ancora diverse incomprensioni tra i principali soci del gruppo. Un cda concluso ieri a tarda sera ha fissato a 1,235 euro il prezzo a cui verrà lanciata la ricapitalizzazione fino a 421 milioni di euro a partire da lunedì, quando inizierà la negoziazione dei diritti in Borsa. E già da oggi, quindi, analisti e investitori potranno effettuare i calcoli precisi sul valore delle azioni post aumento che dovranno tener conto di uno sconto del 30% sul prezzo teorico ex diritto delle azioni ordinarie, calcolato sulla media aritmetica dei prezzi registrati in Borsa l’11, 12 e 13 giugno e pari a 3,298 euro.

In giornata è arrivato anche il via libera al prospetto informativo da parte della Consob che come di consueto ha fatto inserire tutte le precisazioni richieste a più riprese alla società nella parte iniziale delle “avvertenze”. Poi gli azionisti avranno tempo fino a fine giugno per decidere se sottoscrivere o meno le nuove azioni.
Le incognite principali riguardano ancora Giuseppe Rotelli, titolare del 16,7%, che però in assemblea ha votato a favore dell’operazione, e Diego Della Valle, con l’8,67%, ancorato su posizioni contrarie alla ricapitalizzazione. Il fondatore della Tod’s ieri ha diramato un comunicato per precisare che «nella lettera da me inviata l’altroieri al cda e al collegio sindacale di Rcs, il cui oggetto è significativamente “Aumento di capitale RCS Mediagroup S.p.A. e valutazione azione di responsabilità ai sensi degli artt. 2393 e 2393 bis cod. civ.”, ribadisco tutta la linea critica fin qui tenuta e lamento che nessuna risposta convincente è stata data ai problemi da me sollevati negli ultimi mesi e riassunti nell’’intervento dell’avv. Erede all’assemblea di Rcs del 30 maggio».
Della Valle sta cercando di ottenere dai principali soci della casa editrice una revisione sostanziale del piano industriale presentato da Pietro Scott Jovane, piano su cui è basata l’attuale ricapitalizzazione. A parole in molti sembrano favorevoli a questa revisione che si basa su numeri predisposti da una società di consulenza esterna, ma nella pratica nessuno la sta portando avanti. Gli incontri avvenuti con il presidente di Intesa Sanpaolo Giovanni Bazoli e anche con esponenti di Mediobanca hanno avvicinato le posizioni ma senza sbloccare la situazione. Il più intransigente nella difesa del piano esistente e del suo estensore è John Elkann, azionista con il 10%, che sul tema Rcs si è scontrato più volte con DellaValle. Se entro fine giugno non prenderà forma alcun tavolo allargato tra soci forti allora l’imprenditore marchigiano dovrà decidere se sottoscrivere le nuove azioni versando circa 35 milioni. Oppure veder diluire la propria quota fin sotto il 2% o ancora potrebbe scegliere di rastrellare in Borsa diritti inoptati a prezzi scontati salendo così di quota per contare di più nella fase successiva. Sul mercato dovrebbero infatti affluire i diritti non sottoscritti da Generali, Merloni, Pesenti e forse in parte anche da Rotelli, una parte dei quali dovrebbe essere raccolta da Fiat e Intesa Sanpaolo che hanno manifestato disponibilità. Solo alla fine dell’operazione, dunque, si conosceranno i nuovi rapporti di forza che si verranno a formare.
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