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Rcs, accordo con le banche «Ritorno all’utile entro il 2016»

Primo via libera delle banche alla rimodulazione del debito di Rcs. Il consiglio del gruppo del Corriere della Sera ha annunciato ieri la finalizzazione di un «term sheet», documento preliminare d’accordo, approvato da due delle banche creditrici e in approvazione «entro un mese» dalle restanti quattro. Per il nuovo contratto di finanziamento serve l’unanimità.

Illustrando alla comunità finanziaria i conti del trimestre chiuso con una netta riduzione delle perdite da 35,2 milioni di un anno fa agli attuali 22 milioni, con la prospettiva di ritorno all’utile già nel 2016, l’amministratore delegato Laura Cioli ha spiegato come l’accordo con le banche preveda una proroga della scadenza a fine 2019. Mentre non sono previsti meccanismi che facciano scattare l’aumento di capitale.

«Le prime evidenze sul semestre ci consentono di confermare risultati in deciso miglioramento e l’obiettivo del ritorno all’utile entro il 2016», ha affermato Cioli, confermando, tra le altre cose, il procedere «spedito» del piano industriale. Rcs si aspetta per il secondo trimestre un fatturato «in linea o in crescita». E ancora nel primo semestre, l’ebitda, il margine operativo lordo, dovrebbe migliorare fino a contribuire per oltre l’80% all’incremento atteso per tutto il 2016. Nell’anno, le efficienze dovrebbero superare i target di piano a quota 50 milioni.

Il consiglio presieduto da Maurizio Costa ha poi «condiviso» ulteriori considerazioni sull’Ops promossa da Urbano Cairo e ribadito come l’offerta sia volta «ad acquisire il controllo di Rcs a sconto». Dalla nota integrativa resa da Cairo su richiesta della Consob, emerge poi, ha scritto il consiglio, come l’avveramento della condizione di stand still delle banche sia «assoggettato alla convenienza e discrezionalità» dell’editore de La7 che si è riservato di «financo rinunciare a detta condizione» e far venir meno l’offerta «a proprio insindacabile giudizio in violazione del principio di irrevocabilità delle offerte». L’obiettivo di creazione di valore suggerisce dunque al consiglio «di non trascurare alcuna opzione strategica, con il supporto dei propri advisor finanziari e legali».

L’amministratore delegato di Mediobanca Alberto Nagel ha sgombrato il campo dalla duplice idea che Piazzetta Cuccia possa intervenire con una contro offerta («Non siamo promotori») e che ci sia un contrasto aperto con Intesa Sanpaolo, che attraverso Imi segue l’offerta di Cairo ed è anche il primo creditore di Rcs («Non c’è alcun tipo di confrontation», ha detto Nagel).

La giornata ha registrato anche le osservazioni di Paolo Rotelli che pur apprezzando l’iniziativa «coraggiosa» di Cairo, «editore attendibile», ha constatato che « il prezzo è basso».

Paola Pica

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