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Rcs, accordo con Intesa sul debito «Finanziamento a condizioni migliori»

Rcs MediaGroup rifinanzia il debito verso le banche. La società ha raggiunto un accordo con Intesa Sanpaolo per un credito da 332 milioni di euro, con scadenza a fine 2022. L’obiettivo dell’operazione: il rifinanziamento totale del debito bancario del contratto siglato a giugno 2013 (e poi modificato) con un pool di banche, come spiega una nota della società che pubblica il «Corriere». «E’ un bel apprezzamento del lavoro svolto in questo anno in Rcs. Intesa ha riconosciuto i miglioramenti rispetto al passato», ha commentato Urbano Cairo, presidente e amministratore delegato del gruppo editoriale di cui ha il controllo (ora è al 59,83%) dall’estate scorsa dopo un’offerta affiancata dalla stessa Intesa. Tra gli aspetti sottolineati da Cairo ci sono «il consolidamento del debito, non più al 2019 ma al 2022» e il «progressivo contenimento dei tassi con il miglioramento del rapporto tra posizione finanziaria netta e margine operativo lordo». «E’ una bella case history , una bella storia — ha aggiunto l’editore —: ci sono stati miglioramenti importanti non solo sul versante dei costi ma anche per le attività di notevole sviluppo su quotidiani, periodici, Rcs Sport, in particolare sul Giro, e in Spagna. Molte cose sono poi in avvio a settembre. Il Corriere ? Molto apprezzato, vitale, ricco di notizie e di spunti, autorevole ed equilibrato».

Con l’accordo di ieri, il tasso di interesse annuo corrisponde alla somma del saggio Euribor di riferimento e di un margine variabile a seconda del leverage ratio (leva finanziaria) «più favorevole per la società rispetto ai margini previsti dall’attuale finanziamento», si legge nella nota. Positiva la reazione della Borsa, dove Rcs ha guadagnato l’1,73% a 1,233 euro. L’intesa raggiunta ieri — «arranger» dell’operazione è Banca Imi — verte su un elenco di condizioni per l’organizzazione, sottoscrizione a fermo e concessione del credito, cui dovrà far seguito la formalizzazione del contratto di finanziamento.

Tra gli altri termini principali dell’accordo c’è la suddivisione del finanziamento in una linea di credito «term amortising» di 232 milioni e una «revolving» di 100 milioni. E’ poi previsto un unico covenant (vincolo che regola il finanziamento): il rapporto tra posizione finanziaria netta e margine operativo lordo non dovrà essere superiore a 3,45x (3,45 volte) al 31 dicembre 2017, 3,25x a fine 2018 e 3x al termine di ciascun anno successivo. Il vecchio accordo, invece, includeva covenant anche sul patrimonio netto e il debito complessivo.

Il piano di ammortamento per la linea di credito «term amortising» prevede il rimborso di 15 milioni al 31 dicembre 2017 e a seguire rate semestrali di 12,5 milioni.

Ma non è detto che Intesa resti l’unico finanziatore bancario del gruppo. E’ infatti possibile che la banca ceda parte del credito in questione ad altri istituti . Verosimilmente Intesa inviterà in prima battuta per un’operazione di sindacazione le altre banche che ad oggi fanno parte del pool, vale a dire Unicredit, Mediobanca, Ubi, Banco Bpm e Bnp Paribas.

Giovanni Stringa

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