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Rcs: -33% in Borsa, boom di scambi

Vendite forti tra scambi da capogiro per Rcs in Borsa dopo i guadagni scatenati dal rafforzamento della Fiat e in vista del vertice di tra Diego Della Valle e le banche socie. Le azioni del gruppo di Via Solferino hanno perso il 33,69% a 1,24 euro con scambi che hanno riguardato 20,6 milioni di azioni, pari al 18,7% del capitale. Naturale il rincorrersi di voci in Borsa che riferivano di un alleggerimento da parte di alcuni soci, dai Benetton allo stesso Della Valle fino allo scomparso Giuseppe Rotelli, con la famiglia che sarebbe decisa a uscire dalla partita Rcs. Ieri un internal dealing di Borsa Italiana forniva solo un aggiornamento sulla cessione dei diritti: Pandette ha effettuato «a seguito della scomparsa» dell’imprenditore la vendita di altri 4,6 milioni diritti di opzione per un controvalore totale di oltre 17,2 milioni di euro. Tecnicamente, non sottoscrivendo la ricapitalizzazione, la quota in capo alla famiglia Rotelli si diluisce dal 16,6% a poco più del 4% post aumento. I prossimi giorni saranno dunque decisivi per capire se nel corso della seduta di ieri si è proceduto a liquidare una parte della quota. Sul mercato, tuttavia, fanno notare che il forte ribasso di Rcs sarebbe strettamente tecnico e legato ad arbitraggi in vista della chiusura della ricapitalizzazione, ormai agli sgoccioli. Si vedrà.
Nell’attesa si guarda all’incontro di oggi tra Della Valle e Alberto Nagel, amministratore delegato di Mediobanca e Giovanni Bazoli, presidente del consiglio di sorveglianza di Intesa Sanpaolo, in questa partita in veste di mediatori con la Fiat di John Elkann. L’incontro, secondo quanto si apprende, era fissato da tempo e dunque ben prima che la Fiat scoprisse le carte con il rafforzamento al 20% di via Solferino.
Tuttavia ad oggi l’appuntamento non risulta in agenda dei due banchieri, tanto che c’è chi non esclude che lo stesso possa slittare a domani. Di certo i contatti sono giornalieri e la sottoscrizione della quota dell’8,7% di Rcs di proprietà di Della Valle è legata a doppio filo alle risposte che daranno i due istituti. Tecnicamente Della Valle ha tempo fino a domani per sottoscrivere l’aumento. E lo stesso imprenditore del gruppo Tod’s ha chiesto da tempo precise rassicurazioni sulla governance, sul piano e sullo scioglimento del patto di sindacato, tanto che martedì scorso ha apertamente ribadito la sua posizione in comunicato diffuso al mercato.
Tuttavia se il superamento del patto di sindacato potrebbe vedere qualche apertura da parte delle banche, appare difficile che Della Valle possa ottenere delle «promesse» sul piano industriale messo a punto dall’amministratore delegato, Pietro Scott Jovane. In più di un’occasione, infatti, il presidente del Lingotto si è dichiarato un suo difensore nonchè sostenitore delle linee strategiche finora presentate.
Proprio ieri l’amministratore delegato del gruppo Rcs ha dato qualche indicazione sull’andamento del mercato della raccolta pubblicitaria. «C’é un rallentamento sulla caduta nel secondo trimestre rispetto al primo, poi ci sono segnali positivi su alcune specifiche aree come l’online dove noi stiamo andando particolarmente bene» ha detto.

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