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Rc auto, tariffe giù del 7,5% ma sempre più care della Ue

Un piccolo passo in avanti verso l’Europa. Il calo delle tariffe Rc auto non porta ancora l’Italia a livello dei Paesi dell’Unione più grandi come Spagna, Francia o Germania, visto che per una polizza l’automobilista italiano sborsa circa 150 euro l’anno in più. Ma la strada è comunque quella giusta considerando che soltanto cinque anni fa il distacco dall’Ue era sfavorevole per 234 euro.
La relazione annuale dell’Ivass, l’istituto che vigila sul mondo assicurativo,ancora una volta guarda con attenzione ai costi elevati delle assicurazioni auto che, pur calando del 7,5% rispetto all’anno precedente, restano una delle voci più penalizzanti per chi possiede un’automobile o una motocicletta.
Nel complesso il 2015 ha mostrato una diminuzione della raccolta premi del ramo (il 6,5%) dovuta unicamente alla riduzione dei prezzi (meno 7,5%) e non ad un calo dei volumi, visto che il parco veicolare è rimasto sostanzialmente stabile. «Il caso Italia», come ha sottolineato il presidente dell’Ivass Salvatore Rossi, «non è ancora risolto» anche perchè nel nostro Paese resta a livelli di guardia il tasso di frodi.
Anche per questo gli automobilisti onesti hanno continuato a pagare polizze ancora troppo care: tra il 2010 e il 2014 in Italia è stato corrisposto un premio di 209 euro più alto rispetto alla media Ue (+110%, 400 euro contro 191). E gli assicurati si sono sobbarcati un costo dei sinistri pari a 305 euro, una somma più alta del 79% rispetto alla media Ue (170 euro).
Per superare questa impasse e abbassare i premi delle polizze, bisognerà incrementare l’installazione nelle auto di controllo sui sinistri. Le scatole nere, ad esempio, oggi sono presenti in una vettura ogni sei. Nuovi risparmi potrebbero poi arrivare con l’avvio del nuovo “archivio integrato antifrode” che finalmente collega sette banche dati in possesso, nel totale, di oltre un miliardo e mezzo di informazioni sui veicoli.
Ma il terreno delle polizze auto è di quelli scivolosi e i consumatori, da sempre in prima fila nel combattere le compagnie sul fronte dei prezzi troppo alti, parlano di «dati estremamente ottimistici». Secondo Federconsumatori e Adusbef le tariffe Rc auto non sono affatto calate, anzi sono cresciute dell’1,2%.
Dalla prospettiva della compagnie assicuratrici però il comparto è in salute e ci sono ancora buoni margini di crescita al netto delle turbolenze sui mercati: nel 2015, infatti, la raccolta premi è salita del 2,5% (150 miliardi di euro, a un passo dal 10% del Pil). Il settore è trainato dal comparto Vita e in particolare dalle polizze united linked, che hanno raggiunto i 32 miliardi, 10 in più del 2014. Segnali di crisi invece per le polizze vita tradizionali, legate a obbligazioni e con rendimenti minimi garantiti. In questo caso i premi sono scesi a 76 miliardi, 6 in meno sull’anno precedente. Infine le riserve tecniche: queste preziose risorse per il settore vengono investite prevalentemente in titoli di Stato. Dei 630 miliardi di euro che formano questo “tesoretto”, quasi il 40% del Pil, il 45% va in titoli di Stato.

Lucio Cillis

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