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Rc auto, scoraggiato il contante

di Riccardo Sabbatini

Il risarcimento per contante dei sinistri Rc auto verrà scoraggiato. La norma probabilmente più rilevante per il settore assicurativo contenuta nella bozza del «pacchetto liberalizzazioni» del Governo è quella che consente alle imprese di risarcire i danni «in forma specifica», cioè riparando direttamente le vetture nelle proprie officine, in luogo del pagamento di una somma di danaro al danneggiato a titolo di risarcimento. E le compagnie che forniranmno «un'idonea garanzia sulle riparazioni, di validità non inferiore a due anni su tutte le parti non soggette ad usura ordinaria» – precisa la bozza di decreto – avranno un incentivo in più. Qualora l'automobilista insista per un risarcimento in contante la somma potrà essere decurtata del 30 per cento.
Ben si comprende la logica del provvedimento. Le compagnie hanno tutto l'interesse a contenere i costi delle riparazioni, anche utilizzando autoricambi non originali (molto più economici) ed infatti sempre più spesso i maggiori gruppi offrono ai clienti la soluzione «chiavi in mano» attraverso una rete di officine proprie o convenzionate. La convinzione del Governo è che la riduzione delle spese si tradurrà anche in un contenimento tariffario. Nonostante questo, tuttavia, la penalizzazione del 30% sui rimborsi tradizionali in contanti appare eccessiva, una sorta di «franchigia» per chi ha comunque diritto ad un risarcimento equo. In effetti se le compagnie riescono a mettere in piedi un sistema efficiente ed economico di riparazione dei danni, già risarcire in contanti i clienti ai loro costi rappresenterebbe un incentivo sufficiente (ed a prova di contenzioso).
In generale può stupire l'attenzione del Governo alla riduzione dei costi aziendali in un provvedimento dedicato alle liberalizzazioni ma se ne comprende meglio la ragione considerando che attualmente al «gioco della Rc auto» non vince nessuno visto che (vedi tabelle) le tariffe crescono a ritmi sconosciuti nel resto d'Europa e allo stesso tempo le compagnie continuano a perdere soldi nel settore. Alcune misure innovative contenute nel provvedimento in preparazione, ad esempio riduzioni tariffarie per chi utilizza le «scatole nere», sono già peraltro anticipate da soluzioni di mercato che prevedono sconti anche consistenti per chi accetta il controllo telematico sulla propria guida.
A proposito di incentivi lascia poi perplessi l'obbligo che il Governo vorrebbe imporre agli agenti assicurativi di fornire ai loro clienti almeno tre preventivi di polizze Rc auto offerte da compagnie in concorrenza tra loro. Ma gli agenti non sono broker e non si capisce perché dovrebbero fare pubblicità a polizze più convenienti di quella offerta da propria impresa. E se non lo fanno è legittimo il sospetto che il confronto sia taroccato. Non è chiaro perché, sulla Rc auto, il Governo non promuova una politica attiva per favorire la diffusione di broker nel canale al dettaglio dove finora sono praticamente assenti. Un maggiore ruolo di intermediari indipendenti al servizio dei clienti (e da quest'ultimi remunerati) realizzerebbe una maggiore concorrenza nel mercato a vantaggio dei prodotti migliori e dei consumatori.
Tornando alla norma contenuta nel pacchetto non manca uno strafalcione. Se l'agente non consegna almeno tre preventivi al suo cliente, la compagnia – stabilisce il provvedimento – è passibile di una forte sanzione da parte dell'Isvap (tra 50 e 100mila euro). Ma gli agenti non sono dipendenti di un'impresa assicurativa e non si capisce perché quest'ultima dovrebbe essere responsabile per le loro manchevolezze.

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