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Rc auto meno cara ma in Italia si paga più della media Ue

L’Italia è ancora lontana dall’Europa. Almeno se si guarda alle polizze Rc auto: 95 assicurati su 100 pagano, infatti, una tariffa più alta della media Ue, pari a 250 euro. Una distanza che appare incolmabile, soprattutto se la differenza tra quanto paga un automobilista italiano è esattamente il doppio del dato continentale: in media 500 euro nel primo trimestre del 2014. E risulta certamente poco consolatorio il dato reso noto ieri dall’Ivass (Bankitalia) e dal suo presidente Salvatore Rossi che nel presentare la relazione dell’istituto per il 2013, ha sottolineato che il calo del prezzo delle polizze portato come esempio di virtù dalle compagnie assicuratrici in effetti c’è stato. Sì ma solo del 3,8%.

Nel frattempo bisogna accontentarsi degli effetti, in questo caso positivi della crisi economica. Che ha costretto molti automobilisti a ridurre l’uso dell’auto se non a rinunciare al trasporto privato. La prova viene dalla forte caduta della frefettivi quenza dei sinistri: meno 30% nell’ultimo quadriennio periodo 2007-2013. Ma nel contempo salgono i costi vivi delle riparazioni che nello stesso periodo sono saliti in media da 3.900 a 4.700 euro. Ma nonostante i risparmi e le strategie di contenimento dei costi che le aziende hanno dovuto mettere in campo, il premio medio effettivo pagato dal consumatore è aumentato tra il 2007 e il 2013 del 6%. E resta alta l’attenzione sul fenomeno delle frodi con la messa a punto di una indagine trimestrale campionaria sui premi efla Rc auto e con il progetto per la creazione di una banca dati antifrode che dopo anni di polemiche e di annunci è forse vicina al varo. L’Ivass, tra l’altro, punta molto sull’analisi dei premi effettivamente pagati e eseguita su 2 milioni di targhe. Solo analizzando questi dati si capirà se i prezzi «effettivi più alti dipendano da una minore concorrenza o da una maggiore sinistrosità e dalle frodi» come ha spiegato lo stesso Rossi. Di certo i prezzi in Italia scontano una forte variabilità che non si ferma al maggior costo delle Province meridionali. Chi ha avuto 5 incidenti paga tre volte di più di chi è senza colpe stradali, così come sono più costose le polizze nelle grandi città e dei giovani.
Più in generale il settore assicurativo nel 2013 ha mostrato performance migliori rispetto alla media europea: più 13% la raccolta (contro l’1% circa) a fronte di una flessione del 5% dell’anno precedente. Gli utili dell’intera industria assicurativa italiana hanno superato i 5 miliardi in linea con il 2012 (nel biennio precedente la perdita cumulata era stata di oltre 4 miliardi). Nel ramo vita le «gestioni separate» si sono riprese dopo un biennio pessimo. Il comparto Rc auto ha fatto segnare, infine, una contrazione record: meno 8% anche a causa del perdurare della crisi.
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