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«Rc auto in Italia più cara di 150 euro»

Costi e dinamiche delle polizze Rc Auto si aggiudicano anche quest’anno un capitoletto nella relazione del direttore generale della Banca d’Italia e presidente dell’Ivass, Salvatore Rossi. Le considerazioni finali, sull’attività dell’Istituto che vigila sul settore assicurativo, riassumono il trend di ciò che Rossi descrive come «un’incresciosa situazione». Il tema è quello noto che vede «un intreccio fra polizze care, soprattutto in alcune province, e un tasso alto di frode nei sinistri». Un mix negativo che scontenta assicurati e assicuratori, sebbene la relazione Ivass indichi qualche miglioramento. «Nel 2015 i prezzi unitari medi delle polizze sono ancora diminuiti, del 7,5%», spiega Rossi.

Un beneficio per gli automobilisti è arrivato dai contratti che prevedono una riduzione del premio, laddove sia installata la cosidetta scatola nera. Tanto che le polizze Rc Auto che includono questa soluzione hanno raggiunto il 16% del totale. Per le associazioni dei consumatori sono dati «estremamente ottimisti». Lo stesso Rossi ricorda che, «nel 2011 si pagavano in Italia 234 euro in più rispetto alla media di Francia, Germania e Spagna. Lo scorso anno il divario si è ridotto a circa 150 euro». La distanza, insomma, resta e richiede secondo il presidente dell’Ivass una «combinata di interventi normativi e di comportamenti da parte degli attori del sistema». Un contributo in tal senso arriverà dal disegno di legge sulla concorrenza e dal nuovo Archivio Integrato Antifrode, che raccoglie le informazioni di 7 banche dati. Rossi ricorda che, intanto, nel 2015 i costi dei risarcimenti si sono ridotti dell’1,5% rispetto al 2014, mentre la raccolta premi relativa alla Rc Auto ha registrato una flessione del 6,5% imputabile alla riduzione dei prezzi e non dei volumi, stante un parco veicoli circolante rimasto invariato.

La relazione riassume anche l’andamento della raccolta premi complessiva: nel 2015 il dato evidenzia una crescita del 2,5%, raggiungendo quota 150 miliardi di euro. A trainare sono, soprattutto, le polizze vita, con premi a quota 32 miliardi (+45%).

Nelle conclusione Rossi ricorda che il 2015 ha coinciso con l’adozione delle nuove regole di Solvency II. Un passaggio cruciale che introduce «metodi per commisurare il capitale proprio ai rischi che consentono di esibire un livello di capitale di solvibilità più alto di quello rilevato con Solvency I». L’avvertenza è di evitare «una pericolosa euforia e anche la tentazione di forzare le nuove regole».

Andrea Ducci

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