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Rc auto, indagine Antitrust sugli aumenti dei premi

«Intesa restrittiva della concorrenza tra assicurazioni Rc auto». È questa l’accusa mossa dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, presieduta da Giovanni Pitruzzella, che ha avviato un procedimento nei confronti delle principali compagnie assicurative attive in Italia nell’offerta delle polizze, ipotizzando un accordo che limiterebbe la concorrenza, in violazione dell’articolo 101 del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea (TfUe).

Il procedimento riguarda in particolare: Unipol Gruppo Finanziario, UnipolSai, Linear, Allianz, Genialloyd, Generali spa, Generali Italia, Genertel, Axa Assicurazioni spa, Cattolica di Assicurazione, Fata Assicurazioni Danni, Tua Assicurazioni. L’avvio dell’indagine dell’Antitrust è stato notificato ieri nel corso di alcune ispezioni effettuate dall’Autorità, in collaborazione con il Nucleo speciale Antitrust della Guardia di finanza. Sono state ispezionate le sedi di alcune società assicurative: (UnipolSai, Allianz, Generali, AXA e Amissima) e dell’Ania, l’associazione che raggruppa le compagnie di assicurazione.

L’Antitrust spiega che l’origine degli accertamenti fa riferimento ad «alcune recenti dichiarazioni pubbliche del Gruppo Generali e del Gruppo Unipol, riferite al complesso del mercato, in merito all’eliminazione delle dinamiche competitive sul prezzo delle polizze Rc auto e alle rispettive strategie di prezzo sui propri aumenti dei premi». Questi annunci «potrebbero far venire meno l’incertezza sulla strategia futura di prezzo delle polizze auto — è stato fatto notare dal Garante del Mercato — e alimentare l’aspettativa che a eventuali aumenti, essendo generalizzati tra i principali player, non segua il rischio di perdere clienti». In questo modo gli annunci «potrebbero essere manifestazione di un’intesa restrittiva della concorrenza — precisa l’Antitrust — tra i principali operatori circa una possibile fine della guerra dei prezzi». In pratica il Garante dovrà accertare se queste compagnie hanno concordato tra loro gli aumenti delle polizze e dei relativi premi, in modo da non rischiare di perdere clienti a vantaggio della concorrenza. Il termine del procedimento è previsto al 31 marzo 2018.

Commentando l’indagine il Codacons ricorda: «Ancora una volta il mondo delle assicurazioni viene coinvolto in un presunto cartello anticoncorrenziale sui prezzi delle polizze Rc auto praticati agli utenti». Il riferimento è alla maxi sanzione da 700 miliardi di lire nei confronti di 17 assicurazioni che nel 2000 l’Autorità per la concorrenza e il mercato ha elevato perché alcune compagnie avevano attuato per anni una intesa restrittiva finalizzata a mantenere elevate le tariffe Rc auto. In quell’occasione, però, un decreto del governo le ha salvate. «Se stavolta saranno confermate dall’Autorità intese illegittime con effetti sui prezzi delle assicurazioni praticati al pubblico — minaccia il Codacons — nessun Governo potrà evitare alle imprese assicuratrici una mega class action risarcitoria per conto degli assicurati nei confronti delle compagnie responsabili di cartelli illeciti».

Francesco Di Frischia

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