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Ravvedimento senza rateazione

di Duilio Liburdi  

Nessuna possibilità di versamento rateizzato delle somme dovute a titolo di ravvedimento, alternatività tra accertamento fondato sulle spese sostenute dal contribuente e quello basato sugli indicatori di capacità contributiva e maggiore spazio per l'esonero da compilazione del quadro RW. Sono questi alcuni degli aspetti riepilogati dall'Agenzia delle entrate nella circolare n. 28 di ieri con la quale l'amministrazione finanziaria raccoglie le risposte fornite, tra l'altro, in occasione del forum di ItaliaOggi dello scorso 14 gennaio. Va segnalato, prima di tutto, che alcune di quelle indicazioni, sono state cancellate in quanto superate da successive pronunce di prassi emanate nel frattempo.


Redditometro. Con il decreto legge n. 78 del 2010, è stato notevolmente rafforzato lo strumento di accertamento nei confronti delle persone fisiche nell'ambito delle disposizioni di cui all'articolo 38 del dpr n. 600 del 1973. L'amministrazione finanziaria, commentando la nuova disposizione di legge, operativa dal periodo di imposta 2009, rammenta come sono di fatto due le possibilità a disposizione dell'agenzia delle entrate e che sono tra loro alternative. L'una si basa sulla somma delle spese di qualunque genere sostenute nel periodo di imposta e l'altra sul contenuto induttivo di alcuni indicatori di capacità contributiva. Ai fini pratici, l'amministrazione finanziaria potrà scegliere la tipologia di accertamento più proficua nei confronti del contribuente anche successivamente all'avvenuto svolgimento di attività istruttoria. Sempre in materia di redditometro, l'agenzia delle entrate conferma la rilevanza delle spese secondo un principio stretto di cassa, nel senso che, in caso di finanziamenti o di acconti per l'acquisto di beni, rileverà esclusivamente la quota spesa nel corso dell'anno.


Ravvedimento operoso. Alcune indicazioni sono state confermate nella circolare in relazione alla disciplina del ravvedimento operoso. Di particolare interesse, seppure non condivisibile, appare l'indicazione fornita dall'amministrazione finanziaria in merito alla non rateizzabilità delle somme dovute nel caso di effettuazione del ravvedimento operoso. In realtà il concetto che era espresso nel quesito era di diverso tenore, nel senso che si chiedeva all'agenzia delle entrate la possibilità di effettuazione del ravvedimento operoso completando entro il termine massimo previsto dalla norma il ravvedimento medesimo anche se con versamento non effettuato in un'unica soluzione. La risposta, invece, si sofferma sulla rateizzabilità della somma in questione che, ovviamente, è soluzione esclusa per la sanatoria prevista dall'articolo 13 del decreto legislativo n. 472 del 1997. Diverso è, invece, il concetto della possibilità di definire la sanatoria entro il termine di presentazione della dichiarazione relativa al periodo di imposta in cui è stata commessa la violazione, così come previsto dalla disposizione normativa di cui al comma 1, lettera b) del decreto legislativo sopra richiamato. Altra indicazione in merito al ravvedimento ha riguardato la possibilità di scomputo della sanzione eventualmente corrisposta in caso di irrogazione della stessa mediante l'applicazione del principio del cumulo giuridico. Anche in tale ipotesi, l'amministrazione finanziaria ha negato la possibilità dello scomputo osservando come le violazioni oggetto di sanatoria non dovrebbero formare oggetto di contestazione da parte dell'amministrazione finanziaria.


Compilazione del quadro RW. Anche in relazione agli adempimenti dichiarativi per il periodo di imposta 2010, il quadro RW riveste un ruolo fondamentale, nel senso che sono ancora molte le problematiche che emergono al momento di esaminare l'obbligo o meno di compilazione del modulo steso e le modalità corrette per soddisfare gli adempimenti previsti dalla norma sul monitoraggio fiscale. Un importante chiarimento contenuto nella circolare n. 28 riguarda il caso del soggetto che ha la mera disponibilità di un conto estero in relazione alla possibilità di esercitare un potere dispositivo per effetto di un mandato rilasciato dal soggetto intestatario del conto corrente. In questa ipotesi, il soggetto che può operare per effetto del mandato in questione non sarà soggetto all'obbligo di compilazione del quadro RW in relazione all'esistenza e alla consistenza di un eventuale conto estero. Il caso potrebbe essere quello di un amministratore di società che può ovviamente operare sul conto corrente della società all'estero ma, logicamente, non ne risulta essere intestatario né tantomeno beneficiario. Infine, con riferimento ai trasferimenti estero su estero, l'agenzia delle entrate conferma che si può trattare anche delle movimentazioni effettuate nel medesimo Stato, fatta eccezione per le spese correnti che, come ricordato dall'amministrazione finanziaria, non sono oggetto di monitoraggio nell'ambito del quadro RW.  

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