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Ravvedimento operoso ampio

Tempi più ampi per il ravvedimento operoso senza gli effetti preclusivi di una verifica e con sanzioni modulate a seconda del momento in cui interviene la correzione, possibilità di integrazione della dichiarazione entro i termini per l’accertamento con conseguente proroga del tempo a disposizione dell’agenzia delle entrate per effettuare i controlli e riscuotere, eventualmente, le maggiori imposte, snellimento degli istituti deflativi con l’abrogazione, ad esempio, della possibilità di adesione al processo verbale di constatazione che, in ogni caso, funzionerà ancora per tutto il 2015.

Sono questi alcuni dei contenuti dell’articolo 44 della bozza della legge di Stabilità per il 2015 che contiene un intervento molto articolato che riguarda, indirettamente, il campo delle sanzioni tributarie.

In linea generale, come enunciazione di principio, i commi 11 e 12 delineano una sorta di nuova forma di «colloquio» tra amministrazione finanziaria, professionisti e contribuenti anche in un momento anticipato rispetto alle scadenze fiscali. Detto questo, il punto tecnico più rilevante è però contenuto nei commi successivi, quelli che vanno dal 14 al 17.

Il primo aspetto riguarda la dichiarazione integrativa a favore del fisco presentata successivamente al termine previsto per il ravvedimento operoso con riferimento alla quale, modificando il comma 8 dell’articolo 2 del dpr n. 322 del 1998, viene eliminato il riferimento diretto alle sanzioni proprio per tenere conto delle ulteriori modifiche alla disciplina del ravvedimento operoso.

L’intervento di maggior spessore riguarda proprio il disposto dell’articolo 13 del dlgs n. 472 del 1997 nel quale vengono aggiunte ulteriori previsioni temporali oltre a quelle già esistenti nella formulazione attuale:

-attualmente, la sanatoria per gli omessi versamenti risultanti dalla dichiarazione sconta una sanzione di un decimo del minimo se la violazione viene sanata entro i 30 giorni successivi alla scadenza e di un ottavo del minimo se viene sanata entro il termine di presentazione della dichiarazione relativa all’anno nel corso del quale la violazione è stata commessa. Su queste fattispecie si inserisce la nuova previsione di sanzione ad un nono del minimo in caso di sanatoria entro 90 giorni;

-il nono del minimo, peraltro, opera anche con riferimento alle sanzioni per infedele dichiarazione;

-nuova previsione è anche quella legata alla sanzione fissata a un settimo del minimo se il ravvedimento viene effettuato entro i due anni successivi.

Un sistema, dunque, più strutturato con due principi: più tempo per regolarizzare con sanzione ovviamente crescente seppur ridotta ed eliminazione della preclusione al ravvedimento in caso di accessi ispezioni o verifiche.

Infatti, nel nuovo sistema, l’unica preclusione sarà rappresentata dalla notifica di un atto a contenuto riscossivo o di accertamento. In altri termini, dal 2015, laddove un’impresa dovesse subire una verifica, potrà effettuare il ravvedimento ovvero potrà integrare entro i termini per l’accertamento la dichiarazione oggetto di controllo. Non potrà intervenire, invece, laddove sia stato notificato un avviso bonario, una cartella o un avviso di accertamento.

Raccordando le disposizioni di specie, dunque, vengono abrogati alcuni istituti deflativi del contenzioso tributario quali la definizione degli inviti al contraddittorio e l’adesione ai processi verbali di constatazione, istituti che però rimangono operativi comunque per l’anno 2015 in termini di atti notificati o consegnati.

Inoltre, posto che il termine per l’integrazione è quello della decadenza per l’accertamento del relativo periodo di imposta, viene introdotta una previsione di carattere generale in tema di possibilità di controllo da parte dell’amministrazione finanziaria in quanto, con una esplicita previsione normativa, si afferma che a fronte della integrazione, il termine di accertamento opera a partire dalla integrazione medesima. Di fatto, è il recepimento di una indicazione di prassi dell’amministrazione finanziaria in tema di correzione degli errori contabili (in particolare l’errore sul principio di competenza). Di pari passo alla nuova identificazione del termine di accertamento, viene modificato anche il termine per la riscossione delle imposte e delle notifiche delle relative cartelle di pagamento. Non vi è traccia, nell’articolato normativo al momento disponibile, di correzioni alle disposizioni contenute nel comma 8-bis dell’articolo 2 del dpr n. 322 del 1998, cioè in tema di dichiarazione integrativa pro contribuente. Oltre a tale assenza, peraltro, dovranno essere attentamente valutati i riflessi temporali dell’entrata in vigore delle nuove disposizioni in quanto, in linea di principio, anche le violazioni già commesse potrebbero rientrare nell’ambito di applicazione del «nuovo» ravvedimento operoso che, come detto, ha tempi più lunghi rispetto a quello attuale fatta eccezione per il termine di sanatoria in caso di dichiarazione omessa che rimane fermo a 90 giorni.

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