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Ravvedimento lungo

È ammissibile che l’istituto del ravvedimento operoso breve sia effettuato in un termine più lungo con il pagamento di acconti, entro però i termini consentiti, ma senza applicazione di sanzioni; è quanto affermato con la sentenza della Ctr della Lombardia n. 59/13 depositata in segreteria il 25 maggio scorso.

La pronuncia dei giudici lombardi è la conseguenza di un ricorso proposto da uno studio associato avverso una cartella di pagamento. Lo studio ricorrente riteneva illegittimo l’iscrizione a ruolo in quanto aveva provveduto a regolarizzare la propria posizione con il ravvedimento operoso. I versamenti periodici effettuati dallo studio associato, tuttavia, erano avvenuti in più tranche e solo alcuni erano stati eseguiti nei termini previsti dal ravvedimento operoso breve dei 30 giorni; per il ricorrente il ravvedimento si poteva ritenere corretto anche mediante una sola parte del versamento nei termini previsti e il resto anche dopo i 30 giorni, entro però i termini massimi consentiti. Di parere contrario è l’amministrazione finanziaria la quale ritiene, che il ravvedimento operoso si debba perfezionare con l’intero pagamento del dovuto entro il termine previsto del ravvedimento breve.

Ai sensi dell’articolo 13 del dlgs 472/1997, l’omesso o insufficiente pagamento delle imposte dovute può essere regolarizzato eseguendo spontaneamente il pagamento dell’imposta dovuta, degli interessi, calcolati al tasso legale annuo dal giorno in cui il versamento avrebbe dovuto essere effettuato a quello in cui viene effettivamente eseguito e della sanzione in misura ridotta. Per le violazioni commesse dal 1° febbraio 2011 la sanzione è pari: a) al 3%, se il pagamento viene eseguito entro 30 giorni dalla scadenza prescritta (ravvedimento breve); b) al 3,75%, se si paga con un ritardo superiore a 30 giorni ma entro il termine di presentazione della dichiarazione relativa all’anno d’imposta in cui la violazione è stata commessa (ravvedimento lungo). La Ctr rileva che l’istituto del ravvedimento operoso, prevede espressamente che il contribuente che aderisce a tale istituto, a patto che non siano iniziati accessi, verifiche o ispezioni, possa procedere al pagamento del tributo per intero o per acconti. In questo particolare periodo, tra l’altro evidenzia la Ctr, il principio di agevolazione nell’adempimento dei debiti tributari è più che mai attuale a fronte della crisi economica. Per la Ctr il comportamento dello studio associato è da ritenere corretto e richiamando una importante sentenza della Cassazione (n. 26142/2007) afferma che in base all’art. 8 del dlgs n. 546/1992, le sanzioni tributarie non sono applicabili quando la violazione dipende da incertezza normativa oggettiva, cioè dal risultato equivoco dell’interpretazione delle norme tributarie accertato dal giudice, anche di legittimità.

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