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Rating, un pass per il credito

Corsia preferenziale per il credito e sburocratizzazione nei finanziamenti pubblici. Il rating di legalità, che già 111 imprese hanno ottenuto, serve per i finanziamenti pubblici (preferenza a parità di condizioni) e per l’accesso al credito (anche in termini di tassi e oneri da pagare); serve anche come «bollino blu» per l’impresa che può migliorare l’immagine sul mercato. Negli appalti pubblici, invece, siamo è in salita: il sistema di selezione delle imprese e di verifica dei requisiti per le gare pubbliche viaggia su altri binari.

Questa in sintesi la circolare n. 16 di Assonime, che illustra le regole in materia di rating di legalità, introdotte dal decreto «Crescitalia» (1/2012) e completate con il regolamento (decreto n. 57/2014) del ministro dell’economia e delle finanze e del ministro dello sviluppo economico.

Vediamo di approfondire l’istituto e di illustrare le modalità per ottenere questo attestato di affidabilità complessiva dell’impresa.

Il rating. Il rating di legalità consiste nell’attribuzione di un punteggio (stellette e «più»), che misura il livello di legalità dei comportamenti aziendali. È l’Autorità garante della concorrenza e del mercato (Agcm), che attribuisce, su istanza di parte, un rating di legalità per le imprese. Questo con riferimento alle imprese operanti nel territorio italiano che raggiungano un fatturato minimo di due milioni di euro, riferito alla singola impresa o al gruppo di appartenenza. Fino al 30 aprile 2014 il rating è stato attribuito a 111 imprese. Il punteggio più frequente (ottenuto da 34 imprese, pari al 30% del totale) è quello di due «stellette» e due segni +. Solo due imprese hanno ottenuto il punteggio minimo di una «stelletta», mentre il punteggio massimo di tre «stellette» è stato ottenuto da 19 imprese. L’elenco completo è disponibile sul sito web dell’Autorità garante della concorrenza (http://www.agcm.it/rating-di-legalita/elenco.html).

A cosa serve. Un primo vantaggio è in termini di reputazione commerciale che deriva dall’avere il rating.

Inoltre del rating attribuito si tiene conto in sede di concessione di finanziamenti da parte delle pubbliche amministrazioni e in sede di accesso al credito bancario (il dettaglio è disciplinato dal decreto ministeriale n. 57 del 2014.

Come richiedere il rating. Le istruzioni per la richiesta del rating sono reperibili sul sito http://www.agcm.it/rating-di-legalita.

Possono chiedere l’attribuzione del rating le imprese operative in Italia che abbiano raggiunto un fatturato minimo di due milioni di euro nell’esercizio chiuso l’anno precedente alla richiesta e che siano iscritte al registro delle imprese da almeno due anni. Le aziende interessate devono presentare una domanda, per via telematica, utilizzando l’apposito formulario pubblicato sul sito dell’Agcm e seguendo le istruzioni indicate.

Ogni altra forma di inoltro della domanda non sarà ritenuta valida ai fini dell’ottenimento del rating.

Finanziamenti pubblici. Del rating attribuito bisogna tenere conto in sede di concessione di finanziamenti da parte delle pubbliche amministrazioni.

L’ambito di applicazione comprende svariati benefici e in particolare: credito d’imposta, bonus fiscale, concessione di garanzia, contributo in conto capitale, contributo in conto interessi, finanziamento agevolato. Invece non rientrano nella qualifica di finanziamenti pubblici ai fini dell’applicazione della disciplina del rating di legalità quei trasferimenti che costituiscono corrispettivi o compensi da parte delle amministrazioni per una prestazione resa dall’impresa, inclusi i compensi per l’adempimento di obblighi di servizio pubblico.

I benefici sono plurimi. Innanzi tutto l’impresa che ha conseguito il rating di legalità è esonerata dalla dichiarazione del possesso dei requisiti che devono necessariamente essere soddisfatti ai fini del rilascio del rating. Come riferisce la circolare Assonime, il sistema del rating di legalità costituisce una sorta di accertamento d’ufficio, e le amministrazioni non possono richiedere all’interessato la documentazione da questi già fornita ad altre pubbliche amministrazioni. Tuttavia del rating di legalità non fa venir meno l’onere di produrre la documentazione antimafia.

Inoltre a parità di condizioni, chi ha il rating è preferito nella concessione di finanziamenti pubblici sia mediante preferenza in graduatoria sia mediante attribuzione di punteggio aggiuntivo sia con riserva di quota delle risorse finanziarie allocate.

Credito bancario. Il rating di legalità determina benefici in ambito bancario sia come oneri finanziari sia come snellimento delle procedure del credito, sia, infine, come condizioni economiche di erogazione.

Le banche devono considerare il rating nell’istruttoria dei finanziamenti e anche le variabili utilizzate per la valutazione di accesso al credito dell’impresa. Naturalmente, ciò, a discrezione della banca, che deve valutare il merito creditizio.

È infine previsto che gli istituti di credito che omettono di tener conto del rating attribuito in sede di concessione dei finanziamenti alle imprese siano tenuti a trasmettere alla Banca d’Italia «una dettagliata relazione sulle ragioni della decisione assunta» (articolo 5-ter del decreto legge n. 1/2012).

Durata del rating. Il rating di legalità ha durata di due anni dal rilascio ed è rinnovabile su richiesta. In caso di perdita di uno dei requisiti base, necessari per ottenere una «stelletta», l’Agcm dispone la revoca del rating. Se vengono meno i requisiti grazie ai quali l’azienda ha ottenuto un rating più alto l’Antitrust riduce il numero di stellette.

L’Agcm mantiene aggiornato sul proprio sito l’elenco delle imprese cui il rating di legalità è stato attribuito, sospeso, revocato, con la relativa decorrenza.

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