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Rating di legalità con il taglio

Riduzione del rating di legalità per l’impresa che ha ricevuto sanzioni dall’Anac o annotazioni nel Casellario informatico; non potrà essere rilasciato il rating alle imprese controllate da società estere di cui non si possono identificare i soggetti proprietari e a quelle che hanno ricevuto sanzioni per violazioni del codice del consumo. È quanto prevede la delibera 13 luglio dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato (pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale di ieri n. 213) che modifica il regolamento sul rating di legalità, introdotto nel 2012 finalizzato alla riduzione dei tempi e dei costi del processo di istruttoria per la concessione di finanziamenti. È confermato che il rating avrà durata biennale e sarà rinnovabile, sulla base di specifica richiesta dell’impresa, che deve essere operante in Italia, avere un fatturato minimo di due milioni di euro ed essere iscritta al Registro delle Imprese da almeno due anni. Fra le novità è stato previsto che il rating non possa essere rilasciato ad imprese che abbiano ricevuto provvedimenti di condanna dell’Antitrust per pratiche commerciali scorrette ai sensi del codice del consumo e di provvedimenti di condanna per inottemperanza, divenuti inoppugnabili o confermati con sentenza passata in giudicato nel biennio precedente la richiesta di rating. Ugualmente non potrà acquisire il rating una impresa collettiva controllata da società estere di cui non sia possibile l’identificazione dei soggetti che detengono le quote di proprietà del capitale o comunque il controllo. Il regolamento prevede poi la possibilità che il rating sia rilasciato anche ad una impresa che possa dimostrare una completa ed effettiva dissociazione dalla condotta posta in essere rispetto ai reati ostativi al rilascio del rating, tenuta dai soggetti cessati dalle cariche nell’anno precedente la richiesta del rating. Prevista anche la possibilità di riduzione del punteggio di un segno + ove nel Casellario informatico delle imprese di costruzioni e di quelle fornitrici di beni e servizi gestito dall’Anac risultino annotazioni divenute inoppugnabili o confermate con sentenza passata in giudicato nel biennio precedente la richiesta di rating concernenti episodi di grave negligenza o errore grave nell’esecuzione dei contratti ovvero gravi inadempienze contrattuali, anche in riferimento all’osservanza delle norme in materia di sicurezza e degli obblighi derivanti da rapporto di lavoro. L’accertamento non potrà in ogni caso determinare una riduzione del punteggio base (pari a una stelletta). Eliminato l’obbligo per l’Antitrust di individuare ogni anno un campione rappresentativo (pari al 10% delle imprese in possesso del rating di legalità) e di inviare l’elenco alla Guardia di finanza per verificare singoli profili di rilevanza fiscale e contributiva. Confermato che l’impresa che richiede un finanziamento e che dichiara di essere iscritta nell’elenco delle imprese in possesso del Rating di legalità, disponibile sul sito dell’Agcm si impegna a comunicare alla banca l’eventuale revoca o sospensione del rating.

Andrea Mascolini

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