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Rating di legalità a maglie strette

Verso la revisione del rating di legalità. Entrano nuovi reati. Parliamo del reato di usura (articolo 644 del codice penale), del reato di bancarotta fraudolenta (art. 216 della legge fallimentare) e del reato di trasferimento fraudolento di valori (art. 512 bis del codice penale). Inoltre, non sarà possibile presentare domanda per vedersi attribuire il rating di legalità se le persone apicali hanno subìto provvedimenti definitivi di condanna. L’Antitrust ha aperto una consultazione pubblica (che terminerà il 6 febbraio 2020) per la revisione del regolamento in materia; il restyling è volto alla valorizzazione della natura premiale dell’istituto, attraverso l’estensione dell’ambito di applicazione del regolamento.

Iscrizione dell’azienda al Registro delle imprese e al Rea. Potranno richiedere l’attribuzione del rating le imprese operative in Italia, che abbiano raggiunto un fatturato minimo di due mln di euro nell’esercizio chiuso l’anno precedente alla richiesta e che siano iscritte da almeno due anni al registro delle imprese e nel repertorio economico amministrativo (Rea).

Insitore. Un’altra novità di rilievo, introdotta con il nuovo regolamento, è che tra le figure apicali (titolare dell’impresa individuale, direttore tecnico e procuratori, amministratori, direttore generale) viene inserita la figura dell’insitore dell’impresa: cioè un dirigente preposto dal titolare all’esercizio dell’attività. Invece, non sarà possibile presentare domanda di rating nel caso in cui vi siano provvedimenti definitivi di condanna nei confronti delle figure apicali dell’azienda richiedente. E tra queste rientrerà anche l’institore. Inoltre, il rating non potrà essere concesso in caso di misure di prevenzione o cautelari, personali o patrimoniali, così come di reati che determinino una responsabilità amministrativa, tributari, in ambito di tutela della salute e della sicurezza, contro la pubblica amministrazione e di omissione delle ritenute.

Obblighi informativi. L’impresa richiedente o alla quale è stato attribuito il rating è tenuta a comunicare all’Antitrust tutte le variazioni dei dati riportati nei propri certificati camerali rilevanti per il rilascio del merito creditizio entro 30 giorni dal verificarsi dei relativi eventi. È altresì tenuta a comunicare qualunque evento incida sul possesso dei requisiti, entro dieci giorni dal verificarsi degli stessi. Nel caso in cui l’evento comunicato rilevi ai fini della determinazione del punteggio, l’Autorità disporrà gli aggiornamenti necessari, dandone conto nell’elenco delle imprese con rating di legalità. È comunque vietato l’utilizzo del logo dell’Antitrust. In caso di violazione, il rating sarà sospeso fino a quando la società non avrà provveduto alla sua rimozione. In caso di mancato riscontro entro il termine di 30 giorni dal ricevimento della comunicazione di incompletezza, la domanda stessa si intenderà respinta, salvo la possibilità per l’impresa di ripresentare la domanda.

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