Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Rating di legalità per le imprese

Entro fine anno al via il rating di legalità delle imprese che fatturano più di 2 milioni di euro; il rating conterà per l’accesso al credito e per l’ottenimento di finanziamenti pubblici; si potranno ottenere da una a tre stelle; possibili incrementi di rating per le imprese che aderiscono a protocolli di legalità, a codici etici, che hanno messo a punto sistemi organizzativi in base al decreto 231/01 e che sono iscritte a white list per appalti e forniture. È quanto prevede il regolamento messo a punto dall’Autorità garante della concorrenza e del mercato approvato nella riunione del Consiglio del14 novembre. Il regolamento è previsto dal decreto sulle liberalizzazioni (articolo 5-ter del decreto legge 24 gennaio 2012, n. 1, così come modificato dall’art. 1, comma 1-quinquies, del decreto legge 24 marzo 2012, n. 29, convertito, con modificazioni, dalla legge 18 maggio 2012, n. 62) e servirà soprattutto a fare da filtro per l’accesso al credito bancario, agevolando le società con punteggio più alto o comunque iscritte nell’elenco tenuto dall’Antitrust rispetto a quelle che invece ne resteranno fuori. È infatti la legge a prevedere che del rating attribuito si tenga conto in sede di concessione di finanziamenti da parte delle pubbliche amministrazioni, nonché in sede di accesso al credito bancario, secondo modalità che dovranno essere stabilite con un apposito decreto del ministro dell’economia e delle finanze e del ministro dello sviluppo economico. Sempre la legge stabilisce poi che gli istituti di credito che omettono di tener conto del rating attribuito in sede di concessione dei finanziamenti alle imprese sono tenuti a trasmettere alla Banca d’Italia una dettagliata relazione sulle ragioni della decisione assunta, e ciò al fine di rafforzare l’efficacia dell’ottenimento del rating da parte delle imprese. Il rating di legalità dovrebbe poi anche rappresentare una sorta di «bollino blu» per chi applica efficacemente i modelli organizzativi ai sensi del decreto 231/01, il cui possesso rappresenta un elemento di incremento del rating di legalità. In sostanza il rating di legalità, inizialmente previsto come sistema premiale per le imprese che denunciano il «pizzo» e attuano politiche anti-racket, nel recepimento che ne ha fornito il governo con i decreti-legge numero 1 e 29 del 2012, è nella sostanza divenuto una forma di valutazione della validità dei sistemi aziendali di conformità. Infine va considerato che, nell’ambito dell’introduzione dei cosiddetti criteri «reputazionali» di cui da tempo si parla, anche a ottenere una sorta di valutazione positiva nelle procedure di affidamento di appalti da parte delle amministrazioni pubbliche. Le imprese che decideranno di iscriversi in questo speciale albo, gestito dall’Antitrust, potranno ricevere da un minimo di una fino a un massimo di tre stelle. Il regolamento, che ha ricevuto il parere favorevole dei ministeri dell’interno e della giustizia, dovrà essere ora pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale ed entrerà in vigore 15 giorni dopo la pubblicazione. Fra i requisiti minimi per ottenere il rating il regolamento prevede che l’impresa debba dimostrare, fra le altre cose, l’assenza di sentenze di condanna per reati tributari e reati contro la pubblica amministrazione (per i reati di mafia, oltre a non avere subito condanne, non dovranno essere in corso procedimenti penali). L’impresa non dovrà inoltre, nel biennio precedente la richiesta di rating, essere stata condannata per illeciti antitrust gravi, per mancato rispetto delle norme a tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro, per violazioni degli obblighi retributivi, contributivi, assicurativi e fiscali nei confronti dei propri dipendenti e collaboratori. Incrementi (+) rispetto alle stelle conseguite potranno essere attribuiti in presenza di imprese che hanno stipulato protocolli di legalità, che applicano la tracciabilità dei pagamenti anche al di sotto del minimo previsto dalla legge, che adottano sistemi organizzativi ai sensi del decreto 231/01, o che siano iscritte in white list per appalti e forniture. La richiesta del rating avviene tramite domanda redatta mediante compilazione del format pubblicato sul sito dell’Antitrust che decide entro 60 giorni.

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Sarà un’altra estate con la gatta Mps da pelare. Secondo più interlocutori, l’Unicredit di And...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

«La sentenza dice che non è possibile fare discriminazioni e che chi gestisce un sistema operativo...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Un nuovo “contratto di rioccupazione” con sgravi contributivi totali di sei mesi per i datori di...

Oggi sulla stampa