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Rating di legalità 2015, è boom

È boom di richieste per il rating di legalità nei primi cinque mesi del 2015: da inizio anno il «passaporto» d’impresa ha raggiunto le 605 domande, superando le 549 totali inoltrate tra il 2013 e il 2014 (rispettivamente 142 e 407). Da inizio anno, inoltre, le sanzioni irrogate dall’Autorità per comportamenti lesivi alla concorrenza sono ammontate a 80 milioni di euro. È questo quanto si apprende dalla relazione annuale 2014 presentata ieri in parlamento dal presidente dell’Antitrust Giovanni Pitruzzella.

Le sanzioni. Tra i dati più rilevanti, l’azione dell’Antitrust ha raccolto dal gennaio 2014 al maggio 2015, mediante l’irrogazione di sanzioni, 266 milioni di euro, 186,27 dei quali imputabili allo scorso esercizio (184,4 milioni per attacchi alla concorrenza tramite intese e circa 1,9 derivanti da abusi). Il grosso di tale cifra è derivato dalla lotta al cartello tra imprese e alla collusione, che ha visto casi rilevanti di comportamenti scorretti specie nel settore farmaceutico, odontoiatrico, delle telecomunicazioni e degli appalti, con accordi di ripartizione tra gare che hanno portato al congelamento della concorrenza e, dunque, a un aumento del prezzo. In termini di tutela del consumatore, nel 2014 sono stati 163 i procedimenti chiusi per pratiche commerciali scorrette, con 19,5 milioni di sanzioni inferte (nei primi cinque mesi del 2015 i procedimenti sono stati 47 per un totale di 10,5 milioni).

Rating di legalità. Rispetto al dato di ItaliaOggi del 14/05, nel mese di maggio il numero delle imprese che ha inviato la propria candidatura all’Agcm, l’Autorità garante della concorrenza, è stato di 112. L’interesse mostrato nei confronti di quella che si configura come una carta d’identità d’impresa si mostra quindi in crescita. Assegnando da una a tre stellette di valutazione (una stelletta ogni tre presupposti posseduti su un totale di nove), il rating agevola l’impresa viene nel rapporto con gli istituti del credito e gli intermediari sulla piazza. Rispetto ai dati del 2014, dal rapporto emerge che le imprese che hanno ottenuto il rating sono state il 44,5% del totale, percentuale inferiore rispetto a quella rilevata nel 2013, quando, su 142 domande, le attribuzioni sono state 90. In termini di distribuzione, nel 2014 il 46,5% delle richiedenti è avvenuto da parte di imprese medio-piccole con fatturato compreso tra i 5 e i 50 milioni di euro. A conferma di ciò, il 55,2% è avvenuto da parte di società aventi forma giuridica di Srl, mentre il 46,3% è provenuto dal Nord (31,7% dal Centro e 22% dal Sud).

Conflitto di interessi. Per Pitruzzella, «appare indispensabile soprattutto una riformulazione della nozione di conflitto di interessi, che dia rilevanza, sulla scorta della soluzioni accolte a livello internazionale, alla situazione di “pericolo”». A tale proposito, nel 2014 l’Autorità ha trattato «612 casi, di cui 146 riguardanti le incompatibilità patrimoniali, 401 le situazioni di conflitto di interessi e 65 i divieti postcarica». Nel prosieguo della relazione Pitruzzella ha poi dichiarato che «i principali antidoti per combattere il diffondersi della corruzione sono una concorrenza effettiva, la certezza del diritto e la sburocratizzazione». La corruzione, secondo lo stesso, è quindi da ritenersi «una tassa occulta, pervasivo cancro dell’economia».

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