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Rate, riammissione per 3,6 miliardi

Un potenziale da 3,6 miliardi di euro. È quello che potrebbe generare la riammissione alle rate di Equitalia delineata dall’emendamento bipartisan Castricone-Palese presentato al Dl enti territoriali atteso ora al voto della commissione Bilancio della Camera (si veda quanto anticipato ieri).
La riapertura delle porte dei piani di dilazione se sarà approvata dal Parlamento potrebbe interessare poco più di 86mila soggetti, stando ai numeri del concessionario pubblico della riscossione. Una cifra che si ricava dai contribuenti già riammessi nelle ultime tre “finestre” aperte tra il 2014 e il 2015. A sfruttare l’opportunità, infatti, sono stati circa 198mila tra cittadini e imprese per un controvalore tra cartelle esattoriali e avvisi esecutivi per oltre 5,9 miliardi di euro. A proseguire senza intoppi nei piani di pagamento sono stati in quasi 110mila (il 55,5% dei riammessi) che garantiscono a Equitalia l’incasso scaglionato nel tempo di 2,2 miliardi. Per differenza, quindi, ci sono 86mila soggetti che sono nuovamente decaduti e potrebbero ora risalire sul treno della rateazione se la norma diventerà legge. Scendendo nel dettaglio provinciale, tra le grandi aree metropolitane è Roma ad avere il maggior numero di contribuenti che potrebbero beneficiare dalla modifica (3.901). Mentre se si considera il valore relativo sulle riammissioni, a Milano è addirittura il 46% a non aver onorato il piano di ammortamento del debito. Mentre i più rispettosi delle nuove rateazioni sono i napoletani con circa l’80% e i torinesi con poco meno del 77 per cento.
Per conoscere i dettagli della nuova finestra di riammissione bisognerà attendere il confronto tra il relatore al Dl enti locali, Antonio Misiani (Pd), e il Governo sul testo dell’emendamento ritenuto ammissibile lunedì. In particolare, la modifica punta a introdurre la chance per tutti i decaduti di dilazionare il debito anche se gli importi “saltati” non sono stati interamente pagati. Inoltre, la richiesta della dilazione senza dover dimostrare la situazione di temporanea difficoltà dovrebbe essere presentata per i debiti fino a 60mila euro (il limite attualmente in vigore è 50mila euro) e le regole sui pagamenti fino a 72 mensilità con ulteriore allungamento per altri sei anni dovrebbe valere anche per le ingiunzioni fiscali.
Intanto da oggi parte in commissione Bilancio l’esame nel merito del provvedimento con i voti ai primi emendamenti, le possibili riformulazioni del relatore o le nuove proposte del Governo tra cui dovrebbero trovar posto quelle sulla validità temporanea delle concessioni demaniali a rischio stop con la sentenza della Corte di giustizia Ue attesa per domani mattina.

Marco Mobili
Giovanni Parente

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