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Rate fiscali sotto scacco

La rateizzazione del debito tributario sotto la lente dell’adunanza plenaria del Consiglio di stato. Il motivo è da ricercarsi nel contenzioso, con esiti molto discordanti, che si è andato ad accumulare presso i giudici amministrativi( di primo e secondo grado) e che ha visto la moltiplicazione delle revoche delle aggiudicazioni delle gare. Spesso, infatti, le seconde e terze aggiudicatarie delle gare, di fronte all’assenza di uniformità sul concetto di regolarità fiscale hanno scelto la strada di impugnare l’assegnazione davanti ai giudici e nei fatti bloccare le attività.

L’assenza di debiti, tramite la richiesta di dilazione di pagamento, o tramite il saldo completo, è infatti il requisito di base per la partecipazione delle imprese alle gare di appalto indette dalla pubblica amministrazione. Nello specifico, dovranno stabilire se un’impresa è regolare dal punto di vista fiscale solo nel momento in cui non vi è la pendenza di alcun tipo di accertamento, o se un’impresa può considerarsi in regola fino a che il debito non è definitivamente accertato, così come stabilito dal codice dei contratti pubblici.

Autocertificazione. Il primo step che un’impresa deve affrontare, nell’iter delle gare di appalto, è quello dell’autocertificazione di regolarità fiscale. Nel caso in cui poi, l’impresa risulti vincitrice, la stazione appaltante dovrà verificare la veridicità della autocertificazione. In base a quanto previsto dall’art. 38 del codice dei contratti pubblici, un’impresa è regolare dal punto di vista fiscale, fino al momento in cui nei suoi confronti non sono state accertate delle gravi inadempienze in via definitiva. In quest’ottica quindi, un’impresa che ha in corso un accertamento fiscale, non è quindi tenuta a dichiarare la pendenza di questo, all’interno dell’autocertificazione. Una sorta di presunzione di innocenza, fino a prova contraria. L’art. 38 prevede infatti che «sono esclusi dalla partecipazione alle procedure di affidamento delle concessioni e degli appalti di lavori, forniture e servizi, i soggetti che hanno commesso violazioni, definitivamente accertate, rispetto agli obblighi relativi al pagamento delle imposte e tasse». L’interpretazione della norma, non è però stata univoca da parte delle diverse sezioni del Consiglio di stato, ragion per cui si è reso necessario l’intervento dell’adunanza plenaria.

L’adunanza plenaria. Nello specifico sono quindi due le questioni che l’adunanza plenaria del Consiglio di stato, dovrà affrontare. La prima riguarda lo stabilire se un’impresa, che ha rateizzato un debito fiscale, possa o meno partecipare alle gare di appalto, così come avviene per la rateizzazione del debito contributivo. Succesivamente, dovrà essere stabilito se un’impresa deve essere considerata debitrice solo nel momento in cui l’accertamento nei suoi confronti è giunto al termine, o se deve essere considerata debitrice anche durante la fase di pendenza dell’accertamento. In quest’ultimo caso infatti, un’impresa che abbia presentato un’autocertificazione senza indicare la pendenza di un accertamento nei suoi confronti, risulterebbe a tutti gli effetti in debito, con l’aggravante di non averlo dichiarato subito. Entrambi motivi sufficienti affinché l’aggiudicazione della gara sia revocata.

Durc. Definito è invece l’iter per la regolarità delle imprese da un punto di vista contributivo. In questo caso infatti, un’impresa che risulta vincitrice di una gara di appalto, per poter effettivamente fornire il servizio, è tenuta alla presentazione del Documento unico di regolarità contributiva (Durc).

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