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Rate, 198 mila i riammessi

Sono 198 mila i contribuenti che hanno beneficiato negli ultimi due anni delle diverse tornate di riammissione alla rateazione dei debiti con Equitalia, dopo la decadenza dal piano iniziale. Gli importi nuovamente dilazionati sfiorano i 6 miliardi di euro.

In quasi un caso su due, tuttavia, chi ha avuto una seconda chance non è riuscito a tenere fede al piano dei pagamenti: le rateazioni revocate sono 88 mila, per un controvalore di 3,7 miliardi di euro, mentre i piani ancora attivi risultano circa 110 mila, per 2,2 miliardi di euro. Questo il bilancio tracciato dalla società di riscossione a seguito delle tre diverse riaperture dei termini per la riammissione al beneficio delle rate, previste dal decreto legge n. 66/2014, poi dal decreto legge n. 192/2014 e da ultimi dal decreto legislativo n. 159/2015.

E proprio una nuova campagna di rientro nel pagamento rateale è ciò che chiede il parlamento, con l’emendamento al decreto enti locali (decreto legge n. 113/2016), ritenuto ammissibile dalla commissione bilancio della camera. La proposta di modifica, presentata dai deputati Antonio Castricone (Pd) e Rocco Palese (Conservatori e riformisti), è volta a ripristinare la possibilità di dilazionare il debito iscritto a ruolo per i soggetti già decaduti. A prescindere dal momento in cui è avvenuta la concessione del piano originario, senza quindi più fissare una soglia temporale come avveniva nelle precedenti occasioni.

Inoltre, l’emendamento riconosce il beneficio di rateizzare nuovamente l’importo anche se, all’atto della presentazione della richiesta, le rate scadute alla stessa data non siano state integralmente saldate. La nuova richiesta di rateazione andrebbe presentata, a pena di decadenza, entro 60 giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione.

La proposta reca pure ulteriori modifiche alla disciplina della riscossione sancita dal decreto del presidente della repubblica n. 602/1973. Tra queste, l’innalzamento della soglia economica entro la quale la rateazione può essere ottenuta dal contribuente presentando una semplice domanda (anche online), senza aggiungere alcuna documentazione e dichiarando la temporanea situazione di obiettiva difficoltà economica. Il tetto, oggi fissato a 50 mila euro, passerebbe a 60 mila. Senza dimenticare la possibilità, per i piani ordinari o in proroga già in essere, di rinegoziare la durata della rateizzazione, in presenza di un ulteriore peggioramento delle condizioni economiche del contribuente.Ma di riscossione è tornato a parlare ieri anche il presidente del consiglio, Matteo Renzi, che in un’intervista radiofonica ha rinnovato ieri mattina la promessa di abolire Equitalia prima della fine del 2016. «Entro l’anno arriverà il decreto che cambierà il modo di pagare i tributi ed entro l’anno non ci sarà più Equitalia. Bye-bye Equitalia», ha chiosato il premier, che ha però aggiunto come «questo non vuol dire che non si pagheranno più le tasse, ma che lo si farà in modo più semplice».

Valerio Stroppa

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