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Rampl lascia UniCredit «Aumento base per futuro»

«Chi presiederà la nostra assemblea annuale? In consiglio non ne abbiamo parlato. I soci sono liberi di scegliere il presidente dell’assemblea, che cesserà dal ruolo al termine dei lavori». Federico Ghizzoni, ad di UniCredit, al termine del board di ieri non è parso preoccupato da questioni di governance. Dieter Rampl si è congedato ieri dal vertice di Piazza Cordusio ringraziando i membri del consiglio per «l’aiuto e l’amicizia» venendo salutato per «la passione e la competenza». In una lettera agli azionisti, il presidente dimissionario ha ribadito la gratitudine «per il sostegno ricevuto in occasione dell’aumento di capitale, con la consapevolezza che questo importante gesto di fiducia debba essere ripagato con il rendimento promesso». La decisione del cda di non proporre la distribuzione di dividendi «è coerente con la necessità di rafforzare la posizione patrimoniale della banca e, sebbene dolorosa, è una decisione presa nella convinzione che la distribuzione del dividendo possa riprendere al più presto».
In attesa del rinnovo del consiglio e dell’arrivo alla presidenza di Giuseppe Vita, nessuna incognita di governance sembra pesare neppure sulle prevedibili dimissioni di Fabrizio Palenzona (vicepresidente UniCredit in via di riconferma) dal consiglio Mediobanca. «Palenzona è ufficialmente in lista per il nostro consiglio», ha sottolineato Ghizzoni, «dunque se le nuove regole sulle incompatibilità entreranno in vigore, ritengo di poter dire senza esitazioni che opterà per UniCredit». Quindi: «Se il nostro gruppo dovrà reintegrare la propria rappresentanza negli organi di Mediobanca il consiglio provvederà, la prossima riunione è convocata per il 10 maggio, ma non c’è fretta». Il giorno successivo a Roma, è in programma l’assemblea.
In consiglio Mediobanca Rampl – che al momento ricopre la carica di vicepresidente – per ora è destinato a rimanere. In Piazzetta Cuccia UniCredit è rappresentata anche da Palenzona e da Elisabetta Magistretti, direttore centrale per l’audit di Piazza Cordusio. Nessuno dei tre consiglieri siede nel comitato esecutivo dell’istituto. «Con Mediobanca il rapporto resta buono abbiamo fiducia nel management», ha sottolineato Ghizzoni dopo le critiche mosse da Diego Della Valle al presidente Renato Pagliaro e all’ad Alberto Nagel. Le parole del patron di Tod’s vengono valutate anche come «incentivo al management a lavorare al rilancio di Mediobanca» (si veda anche l’articolo a pagina 34). UniCredit, con una quota dell’8,71% sindacato nel patto, è il primo azionista singolo di Piazzetta Cuccia. Il titolo della banca d’affari ha chiuso ieri in Borsa a 3,702 euro (-4,39%): un anno fa quotava poco sotto gli 8 euro.
«Nel 2012 UniCredit ha in scadenza 13-14 miliardi di euro di titoli di Stato italiani, ma l’ammontare viene sostituito», ha sottolineato Ghizzoni, al termine d in un consiglio definito «ordinario». La scelta di «non aumentare l’esposizione ai titoli di Stato non è ovviamente legata alla valutazione di rischio, il nostro supporto nei momenti di difficoltà in asta c’è sempre stato». L’Italia – ha osservato il manager – non ha alcun problema a collocare il proprio debito. La nostra è una scelta legata alla gestione della liquiditá e delle scadenze. Pagando 170 punti base ba alla Bce non si fa molto “carry trade” sui titoli di Stato. Preferiamo avere la liquidità e utilizzarla per attività di credito». E a proposito della fase di restrizione creditizia, «la nostra impressione – ha detto il Ceo di UniCredit – è di aver cominciato a vedere da marzo una domanda di credito un pò più intensa».

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