Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Rally in Borsa, Dax ai massimi

«Il rally post-estivo continua». In italiano non si sente il gioco di parole, ma l’espressione inglese «Post-Summer(s) rally to continue», con cui Rbs titola un commento sulla giornata di ieri, rende bene l’idea: la notizia che Larry Summers (ex ministro del Tesoro all’epoca di Clinton e poi consigliere economico di Obama) ha deciso di ritirare la propria candidatura alla guida della Federal Reserve ha galvanizzato i mercati finanziari. Insieme ai più deboli venti di guerra in Siria e alle promettenti elezioni tedesche di domenica prossima, la giornata di ieri è stata quindi ottimale.
La Borsa di Francoforte (+1,22%) ha realizzato il nuovo record storico. Milano ha guadagnato solo lievemente meno (+1,05%), mentre le Borse europee hanno mediamente toccato i massimi dal giugno 2008. I rendimenti di tutti i titoli di Stato sono scesi (inclusi quelli italiani, che hanno ridotto lo spread a 252 punti base). Persino le obbligazioni aziendali hanno diminuito i tassi d’interesse. Insomma, la settimana più incerta degli ultimi anni, si è aperta con una certezza: gli investitori continuano a vedere rosa. Anche se, dietro le quinte, qualche segnale di tensione si vede: le opzioni che servono per assicurarsi dal rischio di discesa della Borsa di Francoforte hanno toccato ieri il prezzo più alto degli ultimi 18 mesi. Segno che gli investitori festeggiano con il cuore, ma si preparano alla fine del rally con il portafoglio.
«Post-Summer(s) rally»
La vera spinta propulsiva ai mercati finanziari ieri è arrivata dagli Stati Uniti, dopo che Larry Summers ha ritirato la propria candidatura alla guida della Federal Reserve post-Bernanke. Per i mercati finanziari questa notizia è stata manna dal cielo: Summers era infatti molto critico nei confronti della politica ultra-espansiva della Fed. La ritirata di Summers è stata dunque letta dai mercati in maniera positiva: l’era del denaro facile, seppur ridotto rispetto ad ora, durerà ancora un po’.
Avere questa rassicurazione alla vigilia della riunione della Fed di mercoledì (in cui, molto probabilmente, la banca centrale inizierà a ridurre gli stimoli monetari), ha dunque tranquillizzato tutti. Ormai tanti economisti sono convinti che la Fed mercoledì inizierà a chiudere i rubinetti (attualmente stampa 85 miliardi di dollari al mese), ma di soli 10-15 miliardi. Insomma: la frenata inizierà, ma con molta moderazione. Per questo i mercati, che secondo un sondaggio di Barclays già scontano ampiamente questo scenario, ieri hanno festeggiato: i rendimenti dei titoli di Stato Usa decennali sono scesi dal 2,89% di venerdì a un minimo di 2,78%, risalendo però al 2,88% in serata. Questo ha abbassato tutti i rendimenti.
Speranze sul voto tedesco
In fondo anche il voto nella regione della Baviera, che ha anticipato di una settimana le elezioni politiche in Germania, è stato salutato con favore dal mercato. I sondaggi e il voto regionale consegnano infatti ai mercati una certezza: sarà ancora Angela Merkel a guidare il prossimo Governo. Questo, agli occhi degli investitori, è già positivo: «No news, good news» si usa dire nelle sale operative, cioè «nessuna notizia è una buona notizia». Rbs stima che nel 61% dei casi il futuro Governo Merkel sarà sostenuto dalla stessa attuale maggioranza (Cdu/Csu e Fpd): «Questo – secondo l’economista di Rbs Alberto Gallo – potrebbe portare il Governo a un lieve ammorbidimento dell’atteggiamento nei confronti dei Paesi del Sud Europa».
Se invece dovesse cambiare qualcosa, potrebbe andare ancora meglio. Nel 30% dei casi, infatti, la cancelliera dovrà accogliere in maggioranza anche i Socialdemocratici. «Questo scenario sarebbe ancora più positivo per i Paesi del Sud», dato che l’Spd è considerato più morbido. Insomma: la Germania potrebbe diventare più tollerante e favorevole a politiche per la crescita. Questo farebbe bene ai Paesi del Sud, all’Europa e ai mercati.

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Alla fine, dopo un consiglio sospeso e riaggiornato a ieri pomeriggio, l’offerta vincolante per l...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Scatta l’operazione-pulizia del Recovery Plan. Dal primo giro di orizzonte del gruppo di lavoro di...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Negli ultimi giorni, la stampa è entrata improvvisamente nel mirino di alcuni governi in Europa del...

Oggi sulla stampa