Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Rally delle banche con Basilea «light»

Le regole più morbide sul calcolo della leva finanziaria (il rapporto tra capitale e attività) decise domenica dal comitato di Basilea hanno innescato, alla riapertura dei mercati ieri, un rally dei titoli del credito. L’indice europeo Stoxx 600 settoriale ha messo a segno un rialzo dell’1,42% con la migliore performance tra gli indici di comparto. Grazie agli acquisti sul settore bancario, che complessivamente vale il 9% della capitalizzazione dei listini europei, le Borse del Vecchio Continente hanno potuto archiviare un’altra giornata in positivo: l’indice Stoxx ha chiuso in rialzo dello 0,22 per cento.
Nel comparto del credito si sono segnalate soprattutto le banche di investimento del Nord Europa. In particolare le tedesche Deutsche Bank (+4,70%, maggior rialzo da 6 mesi a questa parte) e Commerzbank (+5,51%); le britanniche Barclays (+2,86%) e Rbs (+3,11%); e il colosso svizzero Ubs (+3,13%). Il clima di euforia sul credito ha contagiato anche le italiane (l’indice Ftse Italia Banks ha messo a segno un rialzo dell”1,68% facendo quadagnare lo 0,66% a Piazza Affari ). Anche se il beneficio che queste ultime trarranno dalle nuove misure decise dal comitato di Basilea non è paragonabile a quello che invece avranno le grandi banche tedesche e inglesi.
Chi vince
Il comitato di Basilea ha uniformato i criteri per calcolare la leva finanziaria, il cosiddetto “leverage ratio” dato dal rapporto tra capitale e impieghi. La leva finanziaria, in base alla regolamentazione internazionale, dovrà attestarsi sotto il 3% a partire dal primo gennaio 2018, anno in cui i nuovi requisiti di Basilea 3 entreranno ufficialmente a regime. A settembre dell’anno scorso circa un quarto delle maggiori banche internazionali non aveva ancora raggiunto questa soglia. Ma l’obiettivo oggi è a portata di mano. In base alle recenti decisioni del comitato, gli istituti di credito potranno infatti usufruire di criteri più morbidi nel calcolo della cifra al denominatore (gli attivi) alzando in questo modo il loro “leverage ratio”. Tradotto: meno capitale da accantonare e, potenzialmente, più liquidità a disposizione. Per chi? In primis le grandi banche di investimento del Nord Europa, che hanno una leva finanziaria più sbilanciata. Le nuove regole poi garantiscono criteri più favorevoli per calcolare l’esposizione in derivati. Altro punto in favore dei colossi dell’investment banking.
Come accennato, ieri sono state soprattutto le tedesche Deutsche e Commerzbank a mettere a segno le performance più brillanti. Una reazione che non stupisce dato che, stando all’ultimo rapporto R&S Mediobanca, sono proprio le banche tedesche ad avere la leva finanziaria più alta in Europa. In media gli attivi di queste ultime sono pari a 37,8 volte i mezzi propri seguite dalle svizzere (32,3 volte), dalle francesi (impieghi per 29 volte il capitale), mentre le britanniche hanno una leva di 22,3 volte il capitale. Le banche tedesche figurano poi tra quelle più esposte in derivati: ne hanno in portafoglio per un valore pari al 28,3% degli attivi, superate solo dalle svizzere (37,8%). Al terzo posto le britanniche che ne hanno per un valore pari al 21,8% degli attivi.
Italiane meno coinvolte
Le banche italiane e spagnole sono anch’esse avvantaggiate dall’allentamento dei requisiti ma in maniera meno diretta. Gli istituti di credito di Italia e Spagna hanno meno derivati in portafoglio rispetto a quelli del Nord Europa. Sempre R&S Mediobanda calcola un valore pari al 7,6% degli attivi per le italiane e all’8% per le spagnole. La leva finanziaria poi è decisamente più contenuta: gli attivi sono pari rispettivamente a 17,8 e 18,7 volte il capitale. Questo per via del modello di business più tradizionale fondato sul credito alle imprese e sui titoli di Stato. Aspetto che, se ha contribuito a tenerle in parte al riparo dalla crisi finanziaria del 2008 (causata proprio dall’eccesso di leva finanziaria), si è rivelato un tallone d’Achille allo scoppio della crisi dell’euro.

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Almeno per ora il pericolo è scampato. Ma è difficile capire quanto ancora la rete di protezione l...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Mario Draghi ha deciso di scrivere personalmente il nuovo Recovery Plan italiano. Lo farà insieme a...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Gli sherpa sono al lavoro per invitare Mario Draghi nella capitale francese. Emmanuel Macron vorrebb...

Oggi sulla stampa