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Rally dei bond, frenano le Borse

Alla vigilia del direttivo mensile della Bce gli operatori hanno preferito i bond alle azioni. Se infatti tutte le principali piazze hanno chiuso la giornata in ribasso (Milano ha perso lo 0,89%, Parigi l’1,15%, Francoforte lo 0,97%, Londra lo 0,98%) i titoli governativi dell’area euro hanno sperimentato una flessione dei rendimenti. Sono andati bene soprattutto i bond governativi dei Paesi periferici: i tassi dei titoli italiani hanno registrato cali sia sulle brevi che sulle lunghe scadenze non risentendo più di tanto del rinvio al 2017 del pareggio di bilancio annunciato martedì dal Tesoro.
Il tasso del BTp decennale a fine seduta si è attestato al 2,29% con il differenziale di rendimento con il Bund tedesco sceso a quota 139 punti base. Le flessioni più marcate dei rendimenti in ogni caso le hanno fatte segnare i titoli di Portogallo e Grecia. Il decennale di Atene ieri ha toccato un minimo di seduta al 6,10% (50 punti base in meno rispetto alla chiusura di martedì) per chiudere al 6,41 per cento. Questo movimento è stato innescato dalla notizia, pubblicata martedì in serata sul sito del Financial Times, secondo cui il presidente della Bce Mario Draghi avrebbe incluso nel suo piano di acquisti di titoli garantiti da prestiti (Abs) anche quelli a basso rating nel bilancio delle banche di Grecia e Cipro. Notizia dall’impatto potenzialmente positivo per le banche di Atene e di riflesso per i titoli di Stato greci che arriva alla vigilia del direttivo Bce di oggi in cui il presidente Draghi dovrebbe svelare le tecnicalità del piano di acquisti di Abs.
Il contesto generale è stato in ogni caso decisamente positivo non solo per i titoli della Periferia. Lo dimostra ad esempio l’asta del nuovo Bund decennale collocato ieri da Berlino per un ammontare di 4,1 miliardi di euro con tassi ai minimi storici sotto la soglia dell’1%: allo 0,93 per cento. Non si può dire lo stesso per il segmento azionario. Le Borse europee, come accennato, hanno chiuso tutte in ribasso soffrendo i nuovi segnali negativi dall’economia: l’indice Pmi manifatturiero dell’area euro di settembre, che il consensus degli analisti si attendeva invariato, ha deluso le aspettative passando da 50,5 a 50,2 punti. Ha deluso le attese anche l’analogo indice americano Ism che si è attestato a 56,6 contro una stima di 58,1. Ne ha sofferto Wall Street, che in serata perdeva ben oltre l’1% in una giornata segnata da una nuova pesante ondata di vendite sul segmento dei bond ad alto rischio (high yield) a cui il mercato ha preferito i più sicuri Treasury.

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