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Rallenta la produzione industriale

di Rossella Bocciarelli

La produzione industriale ha fatto registrare una performance molto più debole del previsto nel mese di gennaio: l'indice destagionalizzato ha infatti accusato una flessione dell'1,5 per cento rispetto al mese di dicembre 2010. Si tratta della terza maggiore flessione degli ultimi 18 mesi: è andata peggio solo nell'agosto 2009 (-1,9%) e nel settembre 2010 (-2,2%). Il dato italiano é in controtendenza rispetto ai numeri di Germania (+1,8%) e Francia (+1,1%). Il dato transalpino comprende, a differenza di Italia e Germania, anche le costruzioni, al netto di questo settore, la produzione manifatturiera francese é salita dell'1,8%.

Nella media del trimestre novembre-gennaio, comunica l'Istituto centrale di statistica, l'indice è inferiore dello 0,1 per cento rispetto ai tre mesi immediatamente precedenti. Corretta per gli effetti di calendario, la variazione tendenziale della produzione industriale nel mese di gennaio è stata pari a+0,6 per cento(i giorni lavorativi sono stati 20 invece che 19, come nel gennaio 2010). Invece l'aumento dell'indice grezzo nei dodici mesi compresi tra gennaio 2010 e gennaio di quest'anno è stato pari al 3,8 per cento.

Lo spaccato settoriale fornito dall'Istat mostra una forte contrazione mensile nella produzione dei beni di consumo(-2,3%, sulla scia di un -3,6 per cento fatto registrare dai beni non durevoli) e un'altrettanto brusca contrazione mensile della produzione di energia (-5 per cento); positiva è invece la variazione per i beni strumentali (+0,7%). Se poi si considerano le variazioni nei dodici mesi si registra lo stesso una forte variazione negativa per i beni di consumo(-5,9%) mentre il comparto dell'energia segna una variazione nulla, a fronte di un incremento del 7% per i beni strumentali.

La brusca frenata registrata ieri dall'indice non era stata prevista dagli analisti che si attendevano un dato di gennaio in rialzo (tra +0,5% e +0,7%) e traccia un quadro di persistente fragilità congiunturale che è un po' in contraddizione con le indagini sulla fiducia delle imprese che nei primi due mesi dell'anno segnalavano un clima di ripresa dell'attività produttiva. A rimarcare questi aspetti contraddittori è anche l'indagine rapida sulla produzione industriale elaborata dal Centro studi Confindustria, che proprio sulla base di quelle survey intonate all'ottimismo stima che a febbraio dovrebbe verificarsi un rimbalzo della produzione industriale pari all'1,7 per cento rispetto a gennaio: in pratica, dovrebbe verificarsi un recupero di quanto perduto in gennaio e anche un lieve ulteriore rialzo. Ciononostante, spiega anche il report confindustriale, «l'incremento nella prima parte di quest'anno si delinea più lento di quanto atteso».

Il dato diffuso ieri dall'Istat sul mese di gennaio compromette il profilo dell'attività produttiva nel primo trimestre 2011:la crescita congiunturale acquisita sottolineano gli economisti della Confindustria comprendendo anche un mese di febbraio positivo, si registra una crescita acquisita della produzione limitata allo 0,3 per cento.

Il Csc segnala infatti che l'Istat ha rivisto verso il basso anche i dati pubblicati in precedenza per cui oggi sappiamo che a fine 2010 si è avuta una contrazione dell'attività produttiva dell'industria pari allo 0,5 per cento (nelle precedenti stime dell'Istat si parlava invece di un -0,2 per cento). La distanza dal picco di attività produttiva pre-crisi resta quindi elevata e pari a -17,6%, mentre il recupero dai minimi raggiunti nel marzo del 2009 è pari all11 per cento.

Molto preoccupato il commento del presidente dell'Anie, Guidalberto Guidi: secondo i dati diffusi dall'Istat, l'industria italiana delle tecnologie – elettrotecnica ed elettronica – rappresentata da Confindustria Anie ha mostrato a inizio 2011 una brusca battuta d'arresto nel recupero della capacità produttiva, a fronte dei segnali di rallentamento già emersi a fine 2010: l'elettronica ha evidenziato una flessione della produzione industriale dell'11,1 per cento, l'elettrotecnica del 7,5 per cento (+0,9 per cento la corrispondente variazione tendenziale nella media del manifatturiero nazionale). «Il primo dato di inizio 2011, pur fornendo ancora un quadro limitato di quelle che saranno le tendenze del nuovo anno, mostra una preoccupante frenata dei livelli produttivi per i settori high-tech rappresentati da Confindustria Anie – ha commentato Guidi -. se incrociamo il dato di produzione con altre variabili che misurano l'attività industriale, troviamo conferma di come il ritorno ai livelli pre-crisi sia lontano dall'essere compiuto».

 

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