Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Rallenta la crescita delle sofferenze bancarie

Rallenta la crescita delle sofferenze del sistema bancario italiano a maggio. Il tasso di aumento sui 12 mesi, informa la Banca d’Italia, è stato pari al 3,2%, contro il precedente +3,5%. Il dato complessivo delle sofferenze lorde si è attestato a un soffio dai 200 miliardi di euro, a 199,994 miliardi per la precisione, tornando al livello di gennaio, quando l’ammontare complessivo era stato pari a 202,065 miliardi. Ad aprile, invece, i crediti inesigibili erano stati pari a 198,349 miliardi. Il bollettino statistico della Banca d’Italia, peraltro, comunica anche l’ultimo dato riguardante le sofferenze al netto degli accantonamenti e delle svalutazioni già effettuate, che a maggio erano pari a 84 miliardi 947 milioni.
In realtà, la griglia di dati più utile per capire quali siano i confini e il peso del fenomeno di cui si è discusso anche dietro le quinte dell’Ecofin di ieri è stata fornita qualche giorno fa dal Governatore della Banca d’Italia. Ignazio Visco ha ricordato che alla fine dello scorso anno sul sistema bancario gravavano 360 miliardi di crediti deteriorati: 210 miliardi riguardavano debitori insolventi(sofferenze lorde, quelle che a maggio sono scese a quota 200) e 150 miliardi corrispondevano a inadempienze probabili, o esposizioni scadute o sconfinanti. Quest’ultimo ammontare definisce un insieme di operazioni per cui il rientro in bonis è ancora possibile: si tratta quindi di relazioni creditizie ancora vitali.
Per quel che concerne le sofferenze vere e proprie, il governatore ha ricordato che al netto delle svalutazioni già apportate in bilancio l’ammontare delle sofferenze si riduce a 87 miliardi (quelle che nel bollettino statistico con i dati aggiornati a maggio sono contabilizzate a quota 85 miliardi circa). A fronte di queste sofferenze nette, vanno considerate le garanzie che le banche possiedono: si tratta di 85 miliardi di garanzie reali e di altri 37 miliardi di garanzie personali. In occasione dell’Asset quality review condotta a livello eurozona nel 2014 il valore di queste garanzie, sulla base di una stima del tutto indipendente, è stato ritoccato al ribasso del 10% circa (contro un 13% di svalutazione media applicato al complesso degli intermediari dell’area euro). Segno, quindi, che le banche italiane usano criteri di valutazione abbastanza appropriati nel redigere i loro bilanci. Poi, Visco ha spiegato che gran parte delle esposizioni deteriorate, frutto di otto anni di crisi economica, si concentra in banche che si trovano tuttora in buone condizioni finanziarie, nonostante la forza della crisi.
Allora, non c’è nulla di cui preoccuparsi? No: c’è un problema, che è quello relativo a casi specifici di banche che hanno livelli di crediti deteriorati particolarmente elevati e un Core Tier 1 inferiore al 10%. Queste aziende di credito potrebbero trovarsi a non superare gli stress test di fine luglio, i cui risultati, insieme con molti altri fattori, concorreranno a formare la valutazione complessiva della autorità di vigilanza europee di novembre prossimo (quest’anno infatti la pagella dello stress test non rappresenta di per sé un requisito patrimoniale vincolante, da colmare in un arco temporale predefinito). Qual è, allora, l’ammontare di sofferenze che a scopo precauzionale sarebbe opportuno smaltire (e/o puntellare con aumenti di capitale) in tempi sufficientemente brevi? Anche in questo caso, Visco è stato chiaro: sono 15 miliardi, circa un punto di Pil. D’altra parte, lo stesso Fondo monetario internazionale ritiene che per sostenere la crescita in Italia, che dopo Brexit tende ad affievolirsi e a scivolare sotto l’1%, sia necessario irrobustire il sistema creditizio italiano. Anche con l’intervento pubblico, se necessario.

Rossella Bocciarelli

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

ROMA — Un’esigenza comune percorre l’Europa investita dalla seconda ondata del Covid-19. Mai c...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

ROMA — L’Italia è pronta ad alzare le difese, e si allinea con l’Unione europea, nei confront...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

MILANO — Nel giorno in cui il consiglio di Atlantia ha deliberato il percorso per uscire da Aspi, ...

Oggi sulla stampa