Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Rajoy tratta con Bruxelles

La diplomazia finanziaria europea è al lavoro su vari fronti nel caso la Spagna sia costretta a chiedere l’aiuto degli altri Stati membri della zona euro. Mentre a Madrid il Governo Rajoy sta ultimando un nuovo piano di riforme con cui tranquillizzare sia i mercati che i partner, a Bruxelles i Paesi dell’Unione monetaria stanno mettendo a punto gli ultimi dettagli relativi al Meccanismo europeo di stabilità (Esm) che deve entrare in vigore ai primi di ottobre.
Il portavoce della Commissione Simon O’ Connor ha affermato la settimana scorsa che l’esecutivo comunitario «sta cooperando» con la Spagna nella preparazione di un nuovo programma di riforme. «L’ultimo programma risale ad aprile – ha spiegato O’ Connor – prima quindi della pubblicazione delle nostre raccomandazioni. Deve essere aggiornato». Tra le varie misure proposte in maggio dalla Commissione anche l’impegno «ad aumentare l’età pensionabile in linea con le aspettative di vita».
La Spagna, sempre in bilico sul fronte finanziario, sta anche discutendo con la Commissione e i suoi partner di un eventuale protocollo d’intesa da utilizzare nel caso il Paese decida di chiedere l’aiuto europeo, nella fattispecie probabilmente una linea di credito dell’Esm. L’impressione qui a Bruxelles è che per ora l’obiettivo del Governo Rajoy è solo di essere pronto a utilizzare il paracadute europeo. In cuor suo l’esecutivo spagnolo spera ancora di non essere costretto a utilizzarlo.
Più urgente in questo momento nella crisi spagnola è la partita bancaria. Entro la settimana verranno pubblicati i risultati degli attesi stress-test, primo passo verso una ricapitalizzazione degli istituti di credito più fragili. La Spagna può attingere a 100 miliardi di euro, ma ha già detto che ne avrà bisogno solo di 60. L’accordo raggiunto con l’Eurogruppo associa il sostegno al settore creditizio a misure bancarie e più in generale al rispetto delle raccomandazioni della Commissione.
Anche con un occhio a un’eventuale richiesta spagnola, i diplomatici stanno discutendo gli ultimi dettagli relativi all’Esm, e in particolare dell’uso di due strumenti associati all’Efsf e che potrebbero essere utilizzati anche con l’Esm per massimizzarne il capitale: il primo è il co-investment fund, un fondo a cui parteciperebbero investitori istituzionali; il secondo è il partial protection certificate, un certificato di garanzia in caso di fallimento sovrano pari al 20-30% di un’obbligazione da vendere insieme al titolo.
Più concreta, almeno in questo momento, è la dichiarazione voluta dalla Corte costituzionale tedesca, quando il tribunale a metà settembre dette il via libera all’Esm, e che verrà associata al trattato del nuovo fondo europeo. Il documento – che sarà firmato domani dai rappresentanti permanenti – stabilisce che ogni Paese è responsabile della sua quota parte nel capitale dell’Esm e che i vincoli di riservatezza non precludono il diritto a informare i parlamenti nazionali.
Le trattative spagnole stanno avendo luogo in un contesto di calma relativa sui mercati finanziari. Ad alcuni questo preoccupa. In un messaggio video trasmesso ieri il presidente del consiglio europeo Herman Van Rompuy è stato particolarmente esplicito: «Finché l’euro non è stato stabilizzato completamente, non possiamo rilassarci. Vedo la tendenza a perdere il senso dell’urgenza – sia nelle politiche di breve termine che nel lungo termine. Ciò non deve succedere».
Il timore è condiviso dal cancelliere Angela Merkel (che oggi incontrerà il presidente della Banca centrale europea Mario Draghi e domani il direttore del Fondo monetario internazionale Christine Lagarde). La preoccupazione tedesca riguarda tra gli altri la Grecia. Il Governo Samaras chiede due anni in più per raggiungere gli obiettivi di bilancio. Molti Paesi hanno simpatia per la richiesta greca. Altri temono l’azzardo morale, e si chiedono come si possa concedere più tempo senza dare più soldi.

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Un voluminoso dossier, quasi 100 pagine, per l’offerta sull’88% di Aspi. Il documento verrà ana...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

La ripresa dell’economia americana è così vigorosa che resuscita una paura quasi dimenticata: l...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Ancora prima che l’offerta di Cdp e dei fondi per l’88% di Autostrade per l’Italia arrivi sul ...

Oggi sulla stampa