Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Rajoy: “Se i tassi restano alti chiederò l’intervento Ue” Venti di secessione agitano la Catalogna

MADRID torna sull’ottovolante dello spread, schizzato ieri a 461 punti, con la Borsa che cede il 4% e contagia gli altri mercati mentre il capo del governo, Mariano Rajoy, dagli Stati Uniti — dove si trova per l’assemblea generale dell’Onu — in una intervista al Wall Street Journal riaffaccia la possibilità del «rescate», il salvataggio europeo. «Se i tassi di interesse sul debito — ha detto Rajoy — resteranno tanto alti troppo a lungo vi posso assicurare che chiederò al 100% questo salvataggio». Nel backstage di questo nuovo scivolone ci sono alcuni grandi fattori d’incertezza come ritorno della protesta sociale, l’accelerazione catalana, il default dell’Andalusia, il finanziamento dei debiti delle banche e la nuova contrazione del Pil, che sarà negativo anche nell’ultimo trimestre dell’anno. Un quadro instabile che allontana gli investitori mentre Rajoy ritarda una decisione sulla richiesta di aiuto all’Europa.
Per i giornali spagnoli la nuova lievitazione dello spread nasce dall’opposizione dei ministri delle Finanze di Germania, Olanda e Finlandia alla ricapitalizzazione diretta dei sistemi bancari in difficoltà. Nella sostanza vuol dire che l’Europa non si farà carico dei crediti «spazzatura», ossia inesigibili, emessi dalle banche e che questi rimarranno ad ingrossare il debito pubblico di paesi come la Spagna e l’Irlanda. Questa la brutta notizia per Rajoy sul fronte finanziario ma è evidente che altre congiunture della situazione spagnola hanno contribuito ad aumentare la confusione.
Intanto l’Andalusia, che lunedì è diventata la quarta regione — dopo Catalogna, Valenzia e Murcia — a dichiarare fallimento e a chiedere il soccorso del governo centrale per un totale di cinque miliardi di euro. Con la nuova istanza di Siviglia si è già praticamente esaurito il Fondo — 18 miliardi di euro — messo a disposizione da Madrid per il salvataggio delle autonomie regionali in difficoltà, mentre presto altre regioni saranno costrette dai debiti a chiedere altro denaro al governo nazionale.
Poi c’è l’emergenza Barcellona: l’altro ieri il governatore della Catalogna, Artur Mas, ha annunciato le elezioni anticipate per il rinnovo del parlamento regionale il prossimo 25 novembre. Dopo la rottura con Rajoy sulla richiesta di un nuovo patto fiscale fra Madrid e Barcellona (i catalani sostengono che il loro debito regionale dipende dal deficit fiscale, ossia dal fatto che una parte consistente delle tasse pagate in Catalogna non vengono restituite alla regione), il voto si trasformerà in un plebiscito sulla sovranità. Ma il governatore Mas è andato anche oltre annunciando che convocherà in Catalogna un referendum sull’indipendenza anche se la Costituzione spagnola lo proibisce. Strappo che ha un precedente: il referendum nei Paesi Baschi bocciato dal Tribunale costituzionale. Molto dipenderà dai risultati elettorali ma per quel che riguarda Artur Mas ormai il dado è tratto. Non può tornare indietro.
In questi giorni a Barcellona si sta ridisegnando il quadro politico: accanto a CyU — il partito di Mas — , storica formazione nazionalista moderata di centrodestra, si collocano i movimenti della sinistra secessionista come «Esquerra repubblicana » mentre i socialisti del Psc, la costola regionale del Psoe, e i Popolari che hanno appoggiato fino a ieri il governo di Mas, si oppongono “al salto nel buio”. Infine ancora Rajoy. L’attendismo e l’ambiguità sulla richiesta di salvataggio europeo innervosisce i mercati anche perché l’unico obiettivo del premier sembra essere molto campanilistico: per decidere sta aspettando il 21 ottobre quando si voterà per le regionali nella sua Galizia.

Print Friendly, PDF & Email

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Nasce la prima piattaforma italiana per l'emissione e il collocamento di security token degli alter...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Il cda di Mediobanca ha approvato ieri il progetto di bilancio d'esercizio e il bilancio consolidat...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Iniziano a esserci sufficienti dati per precisare la relazione tra vaccini ed economia. I vaccini f...

Oggi sulla stampa