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Rajoy – Merkel: «No a soluzioni facili» Sugli eurobond resta il veto

BERLINO – Tutto è possibile, al vertice di oggi a Bruxelles, ma una cosa è certa. Angela Merkel combatterà «senza illusioni» per le sue idee. «Temo che al Consiglio europeo ancora una volta si parlerà troppo di tutte le proposte possibili per la mutualizzazione del debito e troppo poco di come migliorare i controlli e delle riforme strutturali», ha detto in Parlamento, interrotta dagli applausi della sua maggioranza. Sono queste anche le principali ragioni per cui alla cancelliera non piace il rapporto che il presidente dell’Unione Hermann Van Rompuy presenterà ai capi di Stato e di Governo: gli impegni per rendere più rigida la sorveglianza sui conti pubblici dei singoli Stati, si sostiene a Berlino, non hanno la priorità e sono espressi in termini imprecisi. Appoggiando il pacchetto per la crescita da 120-130 miliardi di euro, la Germania ha inviato invece «un segnale forte» ai partner europei.
Il «Merkel-pensiero» pre-vertice, quindi, non si discosta molto da quanto è stato sostenuto in questi lunghi giorni di vigilia. «Abbiamo bisogno di più diritti di intervento quando le regole di bilancio vengono violate», è stata un’altra frase chiave del discorso. La cancelliera ha riconosciuto che «il tempo stringe», ma ha messo nuovamente in guardia contro «le soluzioni facili», come per esempio gli eurobond, aggiungendo che l’unico modo per sconfiggere la crisi è quello di «aggredire i problemi alla radice». In questo quadro, è arrivato un forte apprezzamento per l’Italia, che «con Mario Monti ha intrapreso la strada verso solide finanze pubbliche, crescita, competitività».
«Il no vuol dire no», ha scritto la Süddeutsche Zeitung a proposito del nuovo fuoco di sbarramento contro titoli di stato comuni dei Paesi dell’eurozona. «Forzare i tassi politicamente con gli eurobond, dopo che questo non ha funzionato sui mercati, sarebbe la ripetizione di un errore del passato», ha spiegato la cancelliera. La strada giusta non è condividere il debito, ma dare un fondamento stabile all’Unione monetaria con misure più incisive e più ravvicinate sul federalismo fiscale, «ricorrendo anche alle necessarie modifiche dei Trattati».
Sempre ieri, il ministro delle Finanze Wolfgang Schäuble ha presentato il piano di bilancio 2013 che prevede una forte riduzione dell’indebitamento tedesco, nella prospettiva dell’azzeramento entro il 2016. I nuovi prestiti si ridurranno a 18,8 miliardi di euro contro i 32,1 miliardi del 2012. Nel corso della conferenza stampa in cui sono stati illustrati questi dati, Schäuble ha detto che la differenza con i tassi d’interesse dell’eurozona «è un segno della solidità della Germania». E di questo, ha aggiunto, «non ci si deve certo scusare».

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