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Rai Way, l’Antitrust chiede chiarimenti a Mediaset

Sulla scalata di Mediaset ai ripetitori tv della Rai scende in campo l’Antitrust, definendo «gravemente incomplete» le informazioni ricevute dal gruppo della famiglia Berlusconi. Per questo ieri ha chiesto maggiori chiarimenti sull’offerta pubblica di acquisto e scambio da 1,22 miliardi di euro lanciata su Rai Way dalla società delle torri del gruppo del Biscione, Ei Towers. 
L’autorità presieduta da Giovanni Pitruzzella ha ritenuto le informazioni finora ricevute sull’operazione non idonee per una valutazione compiuta dei profili antitrust della mossa di Mediaset sulle antenne Rai. Ei Towers — di cui Berlusconi controlla in Borsa il 40% — ha cinque giorni di tempo per rispondere all’Antitrust, e da quel momento il garante avrà a disposizione 45 giorni per valutare nel merito l’operazione. Oggi intanto si terrà in commissione Industria del Senato un’audizione dell’amministratore delegato di Ei Towers, Guido Barbieri, «su finalità e senso dell’opas», ha spiegato il presidente della commissione, Massimo Mucchetti (Pd), mentre domani saranno convocati i vertici di Rai Way.
All’Antitrust Ei Towers dovrebbe chiarire come pensa di arrivare al 66,7% posto come condizione dell’opas, nonostante sulla base del decreto del presidente del Consiglio del settembre scorso che ha dato il via alla quotazione del 35% di Rai Way, sul mercato sia disponibile solo il 49%. C’è poi il tema della concentrazione di mercato: già nel 2011, quando la berlusconiana Elettronica Industriale acquistò la quotata Dmt (dalla cui fusione nacque Ei Towers) l’authority pose vincoli di mercato e di governance: per esempio ordinò che i consiglieri di amministrazione fossero manager esecutivi o indipendenti, dunque senza collegamenti con l’azionista Mediaset, e poi che ci fosse libertà di accesso alle torri, a condizioni eque e tariffe trasparenti.
È dunque possibile che, se approvata, la fusione Ei Towers – Rai Way possa essere condizionata ad aggiustamenti anche rilevanti. Ma di fronte a paletti troppo stretti, Ei Towers potrebbe far fallire l’operazione: l’opas è infatti subordinata al fatto che l’Antitrust «approvi incondizionatamente» l’acquisizione del controllo di Rai Way. Ei Towers può comunque modificare le condizioni dell’offerta.
Alla commissione Industria invece Barbieri dovrà spiegare se Ei Towers potrebbe accettare una quota di Rai Way inferiore al 51% e altre informazioni finanziarie, in particolare su come Ei Towers finanzierà l’opas. Secondo fonti finanziarie, l’advisor dell’offerente, Jp Morgan, che garantisce l’intero ammontare di 1,1 miliardi, è in contatto con vari istituti tra i quali Unicredit, Bnp Paribas e Intesa Sanpaolo per mettere in piedi una cordata. Il prestito sarebbe a 5 anni e comprenderebbe anche la copertura di 250 milioni di euro di bond di Ei Towers in scadenza nel 2019.

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