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Rai Way, il prospetto Ei Towers in Consob

Ei Towers va avanti sull’offerta di acquisto per Rai Way. Ieri la società del Biscione ha depositato in Consob la bozza del prospetto informativo sull’Opas non modificando sostanzialmente quanto già comunicato al mercato con la nota con cui, a fine febbraio, ha ufficializzato il lancio del tentativo di scalata sulle torri Rai. Ora la commissione avrà quindici giorni di tempo per esprimersi sul documento. E, a stretto giro, la controllata Mediaset chiederà di essere sentita dall’Antitrust che, la scorsa settimana, ha avviato l’istruttoria sull’operazione sollevando non pochi rilievi sul possibile impatto determinato dall’Opas. Nelle conclusioni del documento con cui l’Authority ha aperto il procedimento, si concedevano alla società dieci giorni dalla notifica (che scadono sabato) per esercitare il diritto di essere auditi ed Ei Towers è intenzionata a presentarsi davanti all’Agcm per perorare le proprie ragioni.

Ei Towers tira dritto sul tentativo di scalata alle torri Rai. Ieri la controllata Mediaset ha depositato in Consob la bozza di documento informativo sull’offerta per Rai Way. E, a stretto giro, la società chiederà di essere sentita anche dall’Antitrust esercitando il diritto previsto in chiusura del provvedimento con cui l’Authority presieduta da Giovanni Pitruzzella ha di fatto avviato l’istruttoria sull’operazione. Quel documento fissava infatti la possibilità per la società, entro dieci giorni dalla notifica (la deadline è sabato), di inviare una richiesta di audizione nei termini previsti, a cui comunque si aggiunge, va ricordato – lo stabilisce l’articolo 14 della legge 287 del 1990 -, anche la facoltà di presentare deduzioni e pareri in ogni stadio dell’istruttoria, nonché di essere nuovamente sentiti prima della chiusura della stessa.
Ieri, dunque, il nuovo step in Consob che avrà quindici giorni di tempo per esprimersi. E, nel caso in cui si richiedano ulteriori informazioni, i termini potranno essere sospesi per una sola volta fino all’arrivo delle integrazioni che dovranno essere fornite, entro il termine fissato dalla stessa commissione e comunque non oltre quindici giorni.
Fin qui quindi il percorso fissato dalla normativa per l’offerta Ei Towers. Quest’ultima, stando a quanto si apprende da fonti vicine al dossier, non avrebbe cambiato di una virgola quanto messo nero su bianco nella nota con cui, a fine febbraio, ha ufficializzato il lancio dell’offerta d’acquisto su Rai Way. Resta quindi il paletto del 66,6% del capitale come una delle condizioni a cui è subordinato il successo dell’operazione e sul quale si sono espressi sia il governo sia la Rai ricordando la previsione contenuta nel Dpcm del 2 settembre, che non consente a Viale Mazzini di scendere sotto il 51%. Ma non è stato modificato nemmeno il tassello del via libera incondizionato dell’Antitrust che, si ricorderà, nell’avviare l’istruttoria sull’Opas, ha già lasciato intendere che l’operazione presenta non pochi rischi sotto il profilo concorrenziale. Ad ogni modo, Ei Towers, come nella nota di febbraio, si è riservata la possibilità di rinunciare a uno o più paletti, lasciandosi quindi un margine d’azione non da poco. E comunque, sfruttando quello spazio di opacità che la legge le attribuisce, la controllata Mediaset potrebbe di fatto non sciogliere il nodo fino all’ultimo giorno prima del pagamento del corrispettivo.
E Rai Way? La preda finora non si è mossa. E la scorsa settimana, in occasione dell’approvazione dei conti 2014, la controllata di Viale Mazzini non ha assunto alcuna iniziativa rispetto all’Opas di Ei Towers e il presidente Camillo Rossotto, davanti agli analisti, si è limitato a ricordare il quadro normativo e regolamentare che di fatto sbarrerebbe la strada all’operazione. Per rispondere a Ei Towers, Rai Way e la controllante stanno aspettando di capire le reali intenzioni della società del Biscione. E ieri il cda di Ei Towers, che ha approvato la bozza di prospetto, ha altresì deliberato di chiedere all’assemblea ordinaria, convocata per il prossimo 21 aprile, di rinnovare l’autorizzazione al riacquisto di azioni proprie (fino al 20% del capitale e per un periodo massimo di 18 mesi) anche da utilizzare «come corrispettivo in operazioni straordinarie, anche di scambio di partecipazioni con altri soggetti».

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