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Rai, via al riordino dei telegiornali

La riorganizzazione dell’informazione Rai è stata approvata ieri dal Consiglio di amministrazione. Con cinque voti favorevoli e tre contrari (quelli di Rodolfo De Laurentiis, Antonio Verro e Guglielmo Rositani) saranno create due newsroom, con altrettanti direttori. Nella prima confluiranno Tg1, Tg2 e RaiParlamento; nella seconda Tg3, Tg regionale, RaiNews e il Web. Il piano, rivisto secondo le indicazioni della commissione di Vigilanza, alla quale il direttore generale Luigi Gubitosi lo illustrerà mercoledì, non ha subito modifiche sostanziali. Si prevedono risparmi a regime per 70 milioni di euro entro tre anni(erano 100 nel primo documento), di cui, ad esempio, 25 milioni di minori di costi di produzione e 36 milioni di minori costi del personale, senza ancora dettagliare in che modo saranno ridotti tali costi. Bisognerà capire, tra l’altro, come il risparmio sul personale di concilierà con il concorso per cento nuovi giornalisti che la Rai ha già indetto, che procede a rilento.
Prosegue, intanto, il dibattito sulla riforma della governance della Rai, che potrebbe essere definita dal Governo in questo fine settimana, per poi essere presentato successivamente. «È molto interessante l’apertura di Beppe Grillo sulla Rai – dice il premier Matteo Renzi -, non dimentico che lui dalla Rai fu cacciato. Se c’è un argomento su cui ascolterei volentieri Grillo è proprio questo». E due esponenti del Pd, Vinicio Peluffo, capogruppo in Vigilanza e Michele Anzaldi, chiedono di «cogliere l’apertura» del M5S: no all’ingerenza dei partiti, procedure trasparenti sulle nomine, razionalizzazione delle risorse, pubblicazioni online degli avvisi per le assunzioni, designazioni sulla base dei curricula. Su questi punti si può aprire un confronto». Roberto Fico, presidente 5 stelle della Vigilanza rilancia, dichiarando che il Movimento «è pronto a dialogare con tutte le forze politiche presenti in Parlamento e con la maggioranza di governo. L’obiettivo comune, però, dev’essere chiaro: rendere la Rai indipendente dal potere partitico e governativo».
«Dopo 35 anni, finalmente si riesce a cambiare. Cade un muro invisibile ma storico» così Gubitosi commenta l’approvazione del Piano sulle news. Il presidente Anna Maria Tarantola ha chiamato il presidente della Vigilanza, Roberto Fico, per informarlo della sua approvazione.
Il Cda ha anche preso atto, alla luce del quadro normativo vigente, della comunicazione effettuata da Ei Towers per la totalità delle azioni ordinarie di Rai Way. E ha approvato il progetto di riqualificazione e valorizzazione dell’immobile di Viale Mazzini a Roma. Sul caso Verro, circa la presunta lettera che l’attuale consigliere avrebbe inviato a Silvio Berlusconi nel 2010 per segnalare i programmi Rai «antigovernativi», il Cda non ha alcuna competenza: è al lavoro il Comitato etico della Rai.
Un deciso “no” al Piano delle news arriva dall’Usigrai, il sindacato dei giornalisti del servizio pubblico, che lunedì presenterà un proprio piano, intitolato Raipiù, da sottoporre al referendum tra i giornalisti. Secondo l’Usigrai, il progetto di Gubitosi è nei fatti un mero accorpamento di testate, nel quale non si affronta il problema dell’informazione effettuata dalle reti, né la presenza della Rai sul territorio né quella nel mondo del web. Critiche dell’Usigrai anche per il mancato pronunciamento del Cda sull’offerta lanciata da Mediaset per acquisire il controllo di Rai Way.
Su un altro fronte, durissimo Maurizio Gasparri (Forza Italia), vicepresidente del Senato, contro il piano Gubitosi: «Si spaccia come occasione di risparmio un cervellotico piano-carta straccia che non è conforme alle valutazioni del Parlamento. La Vigilanza dovrò valutarne la conformità».

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