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Rai nel caos, oggi vertice a palazzo Chigi

ROMA – La Rai è nel caos, saltano i palinsesti autunnali, la pubblicità non può essere venduta, i contratti non possono essere firmati, la politica la soffoca. E si avvicina la data dell´assemblea degli azionisti chiamata a cambiare i vertici di Viale Mazzini. Mercoledì prossimo il governo potrebbe mandare un primo segnale scegliendo i suoi due membri del consiglio di amministrazione: un consigliere e il presidente designato. Stamattina a Palazzo Chigi Mario Monti riunisce la task force incaricata di sciogliere il rebus: il ministro dei Rapporti con il Parlamento Piero Giarda, il sottosegretario alla presidenza Antonio Catricalà, il sottosegretario all´editoria Paolo Peluffo. Un vertice che si annuncia definitivo o quasi vista l´imminenza dell´assemblea.
Monti ha in testa alcuni nomi “pesanti”. Il primo è quello del direttore del Corriere della Sera Ferruccio de Bortoli. È la scelta per la presidenza. Il giornalista è stato contattato nei giorni scorsi ma ha opposto un cortese rifiuto. «Dovete darci una mano – ha spiegato Monti a Bersani nel corso di una cena la scorsa settimana -. Se voi non votate in commissione di Vigilanza, nessun candidato davvero competente accetterà l´incarico per paura di subire il fuoco democratico». Bersani ha fatto una timida apertura confermando però la linea delle barricate, del non-voto. «Se il nome è all´altezza dal Pd non verrà nessun attacco personale. Ma il problema di un nuovo criterio di gestione della Rai resta in piedi». Sono spezzoni di colloquio che hanno raggiunto le orecchie dei papabili. E che giustificano i “no” di alcuni prescelti. Su de Bortoli Monti insiste ascoltando i partiti della sua maggioranza. Ma ha alcune carte di riserva, che tutt´altro che dei ripieghi. Giulio Anselmi, presidente dell´Ansa e della Federazione degli editori, è in piena corsa, così come il supermanager Francesco Caio. Sono stati tutti sondati da Palazzo Chigi e anche loro hanno espresso qualche dubbio sulla tenuta dell´azienda. Ma per questo Monti vuole cambiare le regole della Rai. Studia una corposa modifica dello Statuto che dia pieni poteri al presidente ed eviti i condizionamenti della politica. Al vertice di oggi si parlerà non solo di nomi ma anche di una nuova governance.
Quella vecchia ieri ha dato prova di non avere più il controllo della situazione. I palinsesti presentati dal direttore generale Lorenza Lei sono stati bocciati dal Cda. Ora bisogna mettere una pezza al più presto perché il 18 giugno la Sipra (concessionaria pubblicitaria) deve presentarli agli inserzionisti. Il presidente Paolo Garimberti si è astenuto e il suo voto è stato decisivo. Già nei giorni scorsi aveva fatto presente al dg la debolezza di alcune proposte. Contro il piano della Lei hanno votato Giorgio Van Straten e il tremontiano Angelo Maria Petroni. In particolare, è emersa la fragilità dei contenuti di Rai2, una rete in sofferenza da tempo. Ma dietro c´è un generale sciogliete le righe che paralizza Viale Mazzini. Solo Minzolini l´ha spuntata: la sua nomina a capo dei corrispondenti è ormai ufficiale. Sergio Zavoli, presidente della Vigilanza, avverte: «È sempre più urgente il rinnovamento della governance aziendale. Altrimenti sarebbe alto il rischio di compromettere, in forme e misure gravi, ogni progetto di rilancio».

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