Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Rai e Mediaset, etere meno caro

L’Agcom, a maggioranza, ha approvato ieri i nuovi canoni d’uso per le frequenze televisive. Un provvedimento, preso con il voto contrario del presidente Angelo Cardani, che provocherà, quando e se sarà attuato, un forte risparmio per Rai e Mediaset , un incremento per gli altri operatori e una riduzione di entrate per l’Erario.
I calcoli esatti sono ancora da fare. Secondo alcune stime diffuse ieri, i due principali operatori della tv digitale terrestre pagherebbero, per il 2014, 13 milioni a testa, anziché 50 in totale, quando il canone d’uso era parametrato al fatturato. Secondo altre stime, circolate in Parlamento, invece, il risparmio per i due operatori incumbent sarebbe maggiore: 23 milioni per la Rai e 17 per Mediaset nel 2014, con minori entrate per l’Erario di 39 milioni e mezzo rispetto all’anno precedente, a causa del maggior esborso per altri operatori nazionali.
La novità del provvedimento sta nel fatto che i canoni sono imputati agli operatori di rete: va però ricordato che la maggior parte dei gruppi televisivi è integrato verticalmente, senza alcuna separazione proprietaria tra editore e operatore di rete.
Il ministero dello Sviluppo – e in particolare Antonello Giacomelli, sottosegretario con delega alle Comunicazioni – aveva inviato due lettere all’Agcom, a fine luglio e inizio agosto, per chiedere il rinvio del provvedimento. L’Agcom ha atteso la fine di settembre; poi la maggioranza ha deciso di approvare comunque la delibera, che prevede una progressività nell’implementazione dei nuovi canoni. Giacomelli, tuttavia, avrebbe intenzione di intervenire sui canoni per l’uso delle frequenze, magari in quel decreto, in fase di avanzata preparazione, sul canone Rai e sulle televisioni locali. L’obiettivo è quello di congelare i nuovi canoni nel 2014, per arrivare ad un nuovo regime, diverso da quello previsto dalla delibera dell’Agcom, nell’anno successivo. Vi sarebbe una certa organicità nel provvedimento, visto che i canoni d’uso andrebbero ad alimentare il nuovo fondo pubblico per l’emittenza televisiva.
Nel comunicato dell’Agcom, del resto, dopo aver sottolineato l’applicazione progressiva del nuovo sistema di contributi, si rimette al Governo «la valutazione circa la sua compatibilità» con il comma del decreto 16 del 2012 – quello alla base della delibera approvata ieri – secondo il quale dell’attuazione della disciplina non devono derivare nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica.
Secondo alcune indiscrezioni, del resto, anche il Tesoro, in via informale, starebbe tenendo sotto osservazione la vicenda per i suoi effetti sugli introiti statali. Il Governo, inoltre, deve fare attenzione alla commissione Ue, che non ha chiuso la procedura d’infrazione contro l’Italia per la legge Gasparri e le altre norme che favoriscono gli operatori analogici nella transizione al digitale e non vede certo di buon occhio un provvedimento “asimmetrico” al contrario, che favorisce gli operatori dominanti, indebolendo operatori nazionali minori e tv locali.
Ci sarebbe da chiedersi perché, proprio adesso, l’Autorità abbia ritenuto di dover applicare la legge del 2012, quando il Governo ha annunciato, entro ottobre, un provvedimento di riforma e revisione dei canoni e dei finanziamenti relativi all’emittenza radiotelevisiva. Anche il congelamento dei nuovi canoni per il 2014 rischia però, a sua volta, di provocare minori entrate all’erario. D’altra parte, secondo i calcoli circolati in Parlamento, nel periodo 2014-2021, attuando la nuova delibera dell’Agcom, l’Erario avrebbe 131,7 milioni di minori entrate.

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Sono sessantasei i fascicoli di polizze infortuni in favore dei dirigenti di cui si sono perse le tr...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

«Questo shock senza precedenti potrebbe causare qualche vittima tra le banche». Un Ignazio Visco i...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

«Non sarà possibile avere il Recovery Fund in funzione dal primo gennaio 2021 e anche il Bilancio ...

Oggi sulla stampa