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“Rafforzare il patrimonio e aiutare le imprese” Visco chiede alle banche un cambio di passo

ROMA — Rafforzare il patrimonio e recuperare redditività, contenendo i costi: una strada obbligata per il sistema bancario italiano, «segnato da problemi strutturali e indebolito dalla lunga recessione ». È l’indicazione della Banca d’Italia: nell’intervento tenuto alla Fondazione Rosselli, in occasione della presentazione del “Rapporto sul sistema finanziario italiano”, il governatore Ignazio Visco ha affermato che «alle banche è oggi richiesto un netto cambio di passo». E dunque se la crisi le ha spinte in un primo momento a impiegare la liquidità ottenuta dall’Eurosistema nell’acquisto di titoli di Stato, adesso è d’obbligo assicurare nuovamente «un più ampio sostegno creditizio a famiglie e imprese ». Non si può pensare infatti che la crescita possa riattivarsi senza il credito. «Tempi e intensità della ripresa — ricorda Visco — dipenderanno, oltre che dalla continuità ed efficacia dell’azione di riforma, anche dalla disponibilità di un sufficiente sostegno finanziario alle imprese». Che però non devono cullarsi in questa prospettiva. Le difficoltà delle banche infatti «possono fornire giusti incentivi a superare l’eccessiva dipendenza delle imprese dal credito bancario», suggerisce il governatore, aggiungendo che le aziende «hanno bisogno di risorse alternative per finanziare gli investimenti».
Visco tuttavia critica chi dipinge la situazione delle banche a tinte fosche: «Le opinioni emerse più volte nel corso della crisi secondo cui il sistema bancario italiano avrebbe enormi necessità di ricapitalizzazione non sono fondate». La scorsa settimana anche un rapporto del Fondo Monetario Internazionale ha sottolineato la vulnerabilità delle banche italiane, dovuta al «basso livello di capitale ». Il governatore però suggerisce che probabilmente di quel rapporto (e forse anche di altri studi analoghi) si è data un’interpretazione eccessivamente negativa. Citando i risultati delle “prove di stress” effettuate proprio dall’Fmi e dalla stessa Banca d’Italia, Visco rileva che il sistema nel suo complesso è in grado di far fronte anche a scenari avversi, di crescita debole o debolissima del Pil. In difficoltà si potrebbero trovare semmai «intermediari di media e piccola dimensione, particolarmente dipendenti dall’evoluzione macroeconomica », o «caratterizzati da assetti di governance che rendono difficoltosa l’attuazione di misure volte a rafforzare il patrimonio »: in concreto «banche popolari o nelle quali una Fondazione detiene almeno il 20 per cento del capitale».
Queste rassicurazioni non esentano però il sistema bancario nel suo complesso dalla necessità di un rafforzamento patrimoniale, che passa innanzitutto da «un recupero di redditività. In particolare Visco incoraggia «interventi decisivi sui costi, anche del lavoro ». Tagli, dunque, ma anche ottimizzazione dell’uso della rete distributiva, nella direzione già presa da tempo dalle banche: i canali a distanza per «la distribuzione di servizi altamente standardizzati e a basso valore aggiunto», le filiali solo per «i prodotti più complessi».

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