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Raffica d’interrogatori a Siena la verità di Morelli su Antonveneta

Come spuntarono fuori quei 10 miliardi (poi saliti a 19 con i finanziamenti) per acquistare a un prezzo stellare Antonveneta? E perché il bond Fresh da un miliardo fu “camuffato” come capitale mentre il suo rischio restava entro le mura di Rocca Salimbeni, tramite la lettera segreta di indemnity con cui Mps ne garantiva i sottoscrittori? A queste domande fondamentali e ad altre dovrà rispondere oggi ai pm di Siena Marco Morelli, ex vice direttore generale Mps e attuale capo in Italia di Merrill Lynch, indagato per ostacolo all’attività di vigilanza, sia «esponendo fatti non veri» sia omettendone altri. «Fu Morelli a occuparsi della raccolta di capitali per l’acquisizione di Antonveneta» ha detto l’altro ieri il suo ex capo, Antonio Vigni, durante un interrogatorio durato oltre otto ore e non ancora concluso perché l’ex dg sarà nuovamente convocato in Procura dopo Morelli, per mettere a confronto le due versioni. I pm Antonio Nastasi, Giuseppe Grosso e Aldo Natalini vogliono sapere dal banchiere transitato da Siena a Intesa Sanpaolo (fino al recente incarico per la banca anglosassone) perché avrebbe utilizzato tutti quegli artifizi finanziari e di comunicazione, per acquistare a caro prezzo l’Antonveneta dal Banco Santander.
Il tour de force dei pm senesi continua quindi a ritmo sostenuto perché da oggi e fino a venerdì. Saranno ascoltati altri indagati e tra questi i principali protagonisti dello scandalo Mps, l’ex presidente Giuseppe Mussari e l’ex capo dell’area finanza, Gianluca Baldassarri (leader secondo l’accusa dell’ormai famosa “banda del 5 per cento”) e artefice degli strutturati tossici come Santorini ed Alexandria. E per domani sono stati convocati altri due indagati, Tommaso Di Tanno, presidente del Collegio Sindacale di Mps e Marco Parlangeli direttore generale della Fondazione.
E tra le nuove piste legate alla vicenda Mps quella che conduce ad Alessandro Proto che, come rivelato da Repubblica, è imputato in un processo in Svizzera per riciclaggio di denaro, accusa legata anche a operazioni di compravendita di titoli e derivati Mps sul mercato non regolamentato. Sembra che Proto fosse molto bene inserito nel management della passata stagione senese. Ma le sue buone entrature si estendono alla Spagna, dove, appoggiandosi sullo studio di avvocati Bartolome & Briones, avrebbe incontrato l’ad del Santander, Alfredo Saenz, la prima settimana di marzo del 2011. A tre anni dal passaggio di Antonveneta sotto insegne senesi. Saenz, potente capoazienda del Santander, dal 2002 è ad e vicepresidente del gruppo — il maggiore in Europa — e riporto diretto del presidente Emilio Botin. Proprio per comprendere meglio quelle che ritengono le molte “anomalie” della transazione tra Santander e Mps su Antonveneta, e della plusvalenza da 3 miliardi ottenuta in due mesi, i pm hanno chiesto giorni fa a Botin di presentarsi a Siena. Ma per ora il banchiere non ha accolto l’invito.

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